«Che bello sarebbe vincere con il Piace anche da dirigente»

Domenica Massimo Taibi, ds della Pistoiese, torna al Garilli da avversario: «Sarà importante, ma non decisiva»

Paolo Gentilotti
|8 mesi fa
Massimo Taibi nella partita Piacenza-Pistoiese della scorsa stagione
Massimo Taibi nella partita Piacenza-Pistoiese della scorsa stagione
1 MIN DI LETTURA
Per lasciare un segno che non si dimentica, si devono fare cose fantastiche. Così, il tuo nome diventa un simbolo, un’icona, un ricordo infinito. Poi capita che le strade si dividono e poi si reincontrano in condizioni e ruoli diversi. Parliamo di Max Taibi, siciliani biondo, portiere del Piace che conquista la Serie A e se la tiene. Parliamo del Max Taibi di oggi, direttore sportivo della Pistoiese, dopo esserlo stato di Modena e Reggio Calabria. E siamo pronti riabbracciarlo domenica per Piacenza-Pistoiese.
«Mi parli di emozione... L’anno scorso, quando sono venuto, i ragazzi della Curva mi hanno acclamato prima e dopo la partite: la cosa più bella che possa capitare, la prova che qualcosa di buono nella tua vita e nella tua carriera hai fatto e che se lo ricordano anche dopo una generazione. E per Piacenza per me è stata una tappa fondamentale, lì ho anche una casa, ci vengo spesso. E un desiderio lo voglio esprimere».
Quale?
«Ho 55 anni, voglio lavorare ancora dieci anni o almeno fino a quando mi diverto, come sto facendo oggi. E sarebbe davvero fantastico riuscire a fare qualcosa per e con il Piacenza da dirigente, dopo averlo fatto come giocatore: ma bisogna farlo in fretta, gli anni passano molto veloci. Piacenza è casa nostra, conosco come pochi tutto quello che possono dare i piacentini».
Siete in testa alla classifica: quanto vale la partita di domenica?
«Siamo alla quinta giornata, non sarà certo determinante per l’esito del campionato, ma avrà un valore importante: chi vincerà, se vincerà qualcuno, farà una bella, grande iniezione di fiducia, di consapevolezza della propria forza. Non c’è modo migliore per continuare in una stagione così complicata».
Parlami del Piacenza.
«L’ho messo subito con noi e il Desenzano sul primo gradino, appena dietro la Pro Sesto. Perché, come noi, ha un allenatore abituato a vincere, che sa prendersi le sue responsabilità e sa cambiare modulo in corsa. E poi ha giocatori importanti come Mustacchio, Trombetta, D’Agostino, Sbardella...».
Max Taibi ai gloriosi tempi del Piacenza di Gigi Cagni
Max Taibi ai gloriosi tempi del Piacenza di Gigi Cagni