Il bilancio di Franz: «La squadra mi ha dato tutto»

L'allenatore del Piacenza rivela: «La vittoria playoff ha cambiato qualche valutazione futura»

Paolo Gentilotti
|4 ore fa
Il bilancio di Franz: «La squadra mi ha dato tutto»
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Arnaldo Franzini è nella sua assicurazione in piazza a Lugagnano, quel posto di lavoro che non ha mai voluto abbandonare per dedicarsi totalmente alla carriera di allenatore. Una scelta ormai irreversibile, che non gli impedisce di essere un protagonista assoluto a cavallo fra Serie C e Serie D.
Qual è la prima cosa che hai pensato domenica dopo la vittoria di Lentigione?
«Il primissimo pensiero è andato ai nostri tifosi: è stato bello vedere tutta quella gente di tutte le età. Ho visto bambini con addosso la maglietta del Piacenza e mi sono detto che sì, c’è un attaccamento fortissimo a questa maglia. È bastata una vittoria, per quanto bella, sul campo della Pistoiese, per riaccendere tutto questo interesse».
Il secondo?
«È andato alla società, che ci teneva moltissimo a vincere questi playoff, che erano diventati l’obiettivo dopo che, troppo presto, era sfumato quello principale».
E a livello personale, come ti sentivi?
«Felice, anzi molto felice, di potere condividere finalmente un momento di gioia con la nostra gente».
Ti senti di dire solo grazie alla squadra?
«Abbiamo vissuto troppi alti e bassi, lo sappiamo, ma questa squadra mi ha sempre dato tutto, in tutti gli allenamenti. Non c’è mai stato nessuno che si sia tirato indietro nemmeno per un momento o abbia cantato fuori dal coro. I ragazzi hanno saputo tenere concentrazione a attenzione al massimo anche nei momenti più difficili, come dopo la sconfitta di Coriano».
Quanto le ultime due partite hanno modificato le valutazioni in chiave futura?
«In qualche caso le hanno cambiate, ci sono giocatori che hanno saputo rilanciare la loro candidatura. Faremo tutte le valutazioni al momento opportuno, che spero sia il più presto possibile. Di sicuro vogliamo partire da una base assodata, basta rivoluzioni».
Facciamo qualche riflessione sul futuro? Cominciamo con D’Agostino, che qualcuno definisce fuori dalla tua logica di calcio.
«Contro la logica è dire una cosa del genere. Stiamo parlando di un super-giocatore, di uno che risolve le partite. Se lo fai giocare dietro la punta e con due esterni che vanno, come ha fatto quest’anno, è tanta roba. Ha faticato un po’ all’inizio, un po’ per la posizione e un po’ perché doveva trovare la condizione piena».
Per il prossimo anno vuoi un centravanti di peso?
«Di base sì, ma anche la coppia Mustacchio-D’Agostino non è andata poi così male...».