Simone compie 50 anni: «Nessuna nostalgia»
Intervista esclusiva di Inzaghi a Libertà: «Io ct? Sto molto bene in Arabia»
Paolo Gentilotti
|9 ore fa

Festeggia i suoi primi 50 anni a più di 5.000 chilometri da Piacenza. Il Simone (Inzaghi) d’Arabia non sembra però soffrire di eccessiva nostalgia, per una serie di motivi che emergeranno da questa intervista in esclusiva: omaggio di un piacentino alla sua città.
«Nostalgia? Ti assicuro di no: qui vivo non bene, ma di più. In Arabia Saudita ho trovato una situazione fantastica sotto tutti i punti di vista: lo stile di vita, le infrastrutture sportive e non, la serenità che riesce ad accompagnarti anche in un lavoro che può essere stressante come il mio».
Davvero non ti manca l’Italia? O meglio: non ti manca il calcio italiano?
«Mi fa un grande dispiacere che l’Italia non sarà ai Mondiali per la terza volta di fila, sono italiano al cento per cento, mio fratello un Mondiale lo ha anche vinto. Sono sicurissimo che lil calcio italiano si riprenderà molto presto, lo seguo sempre con la massima attenzione. Detto questo, ho lasciato l’Italia del calcio per una serie di motivi».
Dicono soprattutto per i soldi.
«Sbagliato. Guadagnare tanto fa piacere, è ovvio (è il più pagato del mondo, 27 milioni netti all’anno ndr), ma a spingermi qui sono state altre considerazioni, non avevo bisogno di denaro, per fortuna».
Ad esempio?
«La voglia di provare un’esperienza completamente nuova in un ambiente completamente nuovo. Gli anni all’Inter sono stati molto soddisfacenti dal punto di vista professionale (uno scudetto, tre Supercoppe, due Coppe Italia, due finali Champions, ndr), ma anche molto stressanti. Ho sentito il bisogno di rivivere il calcio ad alto livello, ma staccando la spina da un carico di pressioni che era diventato molto pesante».
Qualche giornale italiano, uno in particolare, ha fatto il tuo nome come possibile sostituto di Gattuso.
«Lusingato, ma come ho detto, sto bene qui e ho un altro anno di contratto con l’Al Hilal».
«Nostalgia? Ti assicuro di no: qui vivo non bene, ma di più. In Arabia Saudita ho trovato una situazione fantastica sotto tutti i punti di vista: lo stile di vita, le infrastrutture sportive e non, la serenità che riesce ad accompagnarti anche in un lavoro che può essere stressante come il mio».
Davvero non ti manca l’Italia? O meglio: non ti manca il calcio italiano?
«Mi fa un grande dispiacere che l’Italia non sarà ai Mondiali per la terza volta di fila, sono italiano al cento per cento, mio fratello un Mondiale lo ha anche vinto. Sono sicurissimo che lil calcio italiano si riprenderà molto presto, lo seguo sempre con la massima attenzione. Detto questo, ho lasciato l’Italia del calcio per una serie di motivi».
Dicono soprattutto per i soldi.
«Sbagliato. Guadagnare tanto fa piacere, è ovvio (è il più pagato del mondo, 27 milioni netti all’anno ndr), ma a spingermi qui sono state altre considerazioni, non avevo bisogno di denaro, per fortuna».
Ad esempio?
«La voglia di provare un’esperienza completamente nuova in un ambiente completamente nuovo. Gli anni all’Inter sono stati molto soddisfacenti dal punto di vista professionale (uno scudetto, tre Supercoppe, due Coppe Italia, due finali Champions, ndr), ma anche molto stressanti. Ho sentito il bisogno di rivivere il calcio ad alto livello, ma staccando la spina da un carico di pressioni che era diventato molto pesante».
Qualche giornale italiano, uno in particolare, ha fatto il tuo nome come possibile sostituto di Gattuso.
«Lusingato, ma come ho detto, sto bene qui e ho un altro anno di contratto con l’Al Hilal».

Cinquant’anni sono un bel traguardo: come lo vivi?
«Soddisfatto di avere una bellissima famiglia, di fare il lavoro che mi piace, di avere già vinto qualcosa in carriera, sia da calciatore che da allenatore. E anche di essere stato sempre capace di non farmi mai trascinare nelle polemiche».
Mi dicono che i tuoi figli potrebbero seguire le orme del padre e dello zio...
«Lorenzo ha 13 anni ed è attaccante come me: giocava nell’Inter, ora è negli Allievi dell’Al Hilal e ha già segnato 21 gol in campionato. Pensa che alla sua età è alto quasi un metro e 80 e porta il 43 di piede. Andrea ha solo 5 anni, ma col pallone si diverte un mondo e mi sembra portato».
«Soddisfatto di avere una bellissima famiglia, di fare il lavoro che mi piace, di avere già vinto qualcosa in carriera, sia da calciatore che da allenatore. E anche di essere stato sempre capace di non farmi mai trascinare nelle polemiche».
Mi dicono che i tuoi figli potrebbero seguire le orme del padre e dello zio...
«Lorenzo ha 13 anni ed è attaccante come me: giocava nell’Inter, ora è negli Allievi dell’Al Hilal e ha già segnato 21 gol in campionato. Pensa che alla sua età è alto quasi un metro e 80 e porta il 43 di piede. Andrea ha solo 5 anni, ma col pallone si diverte un mondo e mi sembra portato».

