L'amore per la bici del ciclista panettiere
Nonostante gli orari quasi impossibili, la promessa giovanile Mirco Remondini è tornato in sella a 28 anni
Luca Ziliani
|3 ore fa

Mirco Remondin
La tenacia che caratterizza il ciclismo applicata alla vita professionale di tutti i giorni, beneficiando delle esperienze giovanili. Da un contesto agonistico a uno amatoriale, un altro modo per tener viva la stessa passione, quella per la bicicletta, che resiste nonostante i ritmi imposti dal lavoro quotidiano siano tutt’altro che agevoli in termini di sveglie e bioritmi.
È la storia di Mirco Remondini, ciclista e panettiere piacentino; classe 1998, da quest’anno è titolare dello storico panificio di famiglia. Promessa del pedale, il 28enne si era messo in luce nelle categorie agonistiche giovanili ed è tornato nelle ultime stagioni in ambito amatoriale dopo qualche anno di stop per scelta. Era “scesa la catena delle motivazioni”, ma ora il “clic” si è avvertito nuovamente e così Remondini pedala ancora, seppur in un altro contesto: «Riesco ad allenarmi tutti i giorni dopo che smonto da lavoro alle 8.30 iniziando a mezzanotte e mezza. Verso le 10 sono in bicicletta, la stanchezza a volte si fa sentire, ci sono giorni dove la gamba non gira e sarebbe meglio tornare a casa, ma stringo i denti».
È la storia di Mirco Remondini, ciclista e panettiere piacentino; classe 1998, da quest’anno è titolare dello storico panificio di famiglia. Promessa del pedale, il 28enne si era messo in luce nelle categorie agonistiche giovanili ed è tornato nelle ultime stagioni in ambito amatoriale dopo qualche anno di stop per scelta. Era “scesa la catena delle motivazioni”, ma ora il “clic” si è avvertito nuovamente e così Remondini pedala ancora, seppur in un altro contesto: «Riesco ad allenarmi tutti i giorni dopo che smonto da lavoro alle 8.30 iniziando a mezzanotte e mezza. Verso le 10 sono in bicicletta, la stanchezza a volte si fa sentire, ci sono giorni dove la gamba non gira e sarebbe meglio tornare a casa, ma stringo i denti».

