Rapporto Sport: a Piacenza 1,59 impianti attivi ogni mille abitanti
Un dato ben al di sopra della media regionale dell’Emilia-Romagna (1,35) e di quella nazionale (1,27)
Thomas Trenchi
|1 mese fa

Piacenza corre veloce sul fronte sportivo con 1,59 impianti attivi ogni mille abitanti, ben al di sopra della media regionale dell’Emilia-Romagna (1,35) e di quella nazionale (1,27). I numeri emergono dal Rapporto Sport 2025, giunto alla terza edizione e realizzato dall’Istituto per il credito sportivo e culturale insieme a Sport e salute, che analizza valore economico, domanda di pratica, stato delle infrastrutture e impatto sociale dell’attività sportiva sul Paese.
Nel Piacentino sono censiti 487 impianti e 985 spazi di attività. La differenza è tecnica: un impianto comprende l’intera struttura — palazzetto, centro polifunzionale o piscina — mentre lo spazio indica l’area effettiva di pratica, come un campo da calcio, una palestra scolastica o una pista d’atletica. Così, a fronte di meno di cinquecento edifici, si arriva quasi a mille spazi utilizzabili.
In confronto alle altre province, i numeri assoluti sono inferiori: Bologna guida con 1.261 impianti, Modena ne conta 799, Reggio Emilia 768 e Parma 735. Ma rapportando le strutture alla popolazione, Piacenza diventa competitiva: densità di spazi di attività di 3,26 ogni mille abitanti contro 2,67 in Emilia-Romagna e 2,38 in Italia. Più luoghi disponibili significano maggiore probabilità di trovare strutture vicine a casa.
Fondamentale è anche la rete associativa: 540 enti sportivi dilettantistici (1,89 ogni mille abitanti), ciascuno con una media di 142,5 tesserati. Le società con affiliazione paralimpica o inclusiva sono 38, pari al 4,8% del totale, leggermente sotto la media nazionale (6%).
«L’analisi realizzata dall’Istituto per il credito sportivo e culturale per il periodo 2019-2024 evidenzia per la nostra provincia riscontri molto positivi sullo sport strutturato e sull’impiantistica», osserva Robert Gionelli, delegato provinciale del Coni. Ma non mancano criticità. «Lo stato di salute degli impianti su tutto il nostro territorio provinciale, salvo qualche rara eccezione, non è in effetti molto buono - spiega Gionelli -, ci sono infatti strutture molto datate con impianti tecnologici che implicano alti costi di funzionamento e manutenzione, ristrutturazioni spesso tardive, nuove realizzazioni molto limitate. E un po’ ovunque, non a caso, mancano spazi per poter ospitare le nuove associazioni sportive che, fortunatamente, continuano a nascere. Investire nello sport significa ridurre drasticamente i costi sociali, anche se i risultati si vedono nel medio-lungo periodo».



