Via il cromo esavalente dall’acqua potabile piacentina. "In grandi quantità è pericoloso"
Redazione Online
|7 anni fa

Togliere gli eccessi di cromo esavalente presenti nei pozzi e nelle sorgenti d’acqua del Piacentino. In parole povere, nell’acqua potabile che molti bevono quotidianamente.
E’ questo uno degli obiettivi che si è prefissata Ireti, la società del gruppo Iren che gestisce la rete idrica nel nostro ambito territoriale. Il piano è stato presentato nel corso del consiglio di Atersir, al quale hanno presenziato molti sindaci, che ha approvato all’unanimità i piani di intervento della società fino al 2022.
Il cromo esavalente, potenzialmente cancerogeno per l’uomo se assunto in grandi quantità, è un tipo di metallo pesante che si trova in natura (ma che si ricava anche da fonti industriali) e per il quale di recente è stata adottata dal ministero della Salute una normativa più stringente rispetto a quella attuale: dal primo gennaio 2019 si passerà dal limite massimo consentito di 50 microgrammi per litro a un valore di 10.
E’ questo uno degli obiettivi che si è prefissata Ireti, la società del gruppo Iren che gestisce la rete idrica nel nostro ambito territoriale. Il piano è stato presentato nel corso del consiglio di Atersir, al quale hanno presenziato molti sindaci, che ha approvato all’unanimità i piani di intervento della società fino al 2022.
Il cromo esavalente, potenzialmente cancerogeno per l’uomo se assunto in grandi quantità, è un tipo di metallo pesante che si trova in natura (ma che si ricava anche da fonti industriali) e per il quale di recente è stata adottata dal ministero della Salute una normativa più stringente rispetto a quella attuale: dal primo gennaio 2019 si passerà dal limite massimo consentito di 50 microgrammi per litro a un valore di 10.
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