Accisa evasa dagli impianti fotovoltaici: controlli e maxi multa dalle Dogane
Redazione Online
|2 anni fa

La sede piacentina dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha avviato un’importante campagna di controllo per contrastare l’evasione dell’accisa sull’energia elettrica prodotta attraverso impianti fotovoltaici. L’accisa rappresenta un tributo applicato a livello Ue su beni specifici, tra cui l’energia elettrica, e la sua riscossione avviene al momento della cessione al consumatore finale.
“La provincia di Piacenza, caratterizzata dalla presenza di numerosi impianti fotovoltaici per la generazione di energia elettrica – spiegano le Dogane – vede impegnati i funzionari dell’Ufficio in quanto alcuni produttori, che cedono direttamente l’energia a terzi, sembrano eludere l’obbligo di pagare l’accisa. L’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici nell’ambito delle proprie esigenze commerciali o industriali può infatti essere destinata “ad uso proprio”, cioè impiegata direttamente dal produttore e in tal caso è esente da imposta. In altri casi, invece, l’energia viene ceduta al gestore della rete per la successiva erogazione ai consumatori finali e il momento impositivo si realizza all’atto di tale ultima cessione. In un numero limitato di casi, l’energia viene ceduta direttamente ad un soggetto terzo senza l’intermediazione del gestore della rete, e in questo caso è responsabilità del produttore pagare l’accisa a seguito della cessione all’effettivo utilizzatore”.
Nel corso di un controllo nella zona di Castel San Giovanni è emerso un caso di violazione. Una società proprietaria di un impianto fotovoltaico da oltre 1 megawatt, installato su un capannone industriale, ha dichiarato di utilizzare internamente l’energia prodotta. Tuttavia, l’indagine ha dimostrato che parte dell’energia è stata ceduta al gestore della rete, mentre il restante quantitativo è stato trasferito direttamente a un operatore commerciale senza il corretto pagamento dell’accisa.
Di conseguenza, i funzionari hanno recuperato l’accisa evasa sulla porzione di energia ceduta direttamente all’utilizzatore finale. “Alla società titolare dell’impianto fotovoltaico è stata applicata una sanzione tributaria massima fino a 53.415 euro. Questa iniziativa mira a salvaguardare l’integrità del sistema fiscale e a promuovere una concorrenza leale all’interno del settore energetico”, conclude l’Agenzia.
“La provincia di Piacenza, caratterizzata dalla presenza di numerosi impianti fotovoltaici per la generazione di energia elettrica – spiegano le Dogane – vede impegnati i funzionari dell’Ufficio in quanto alcuni produttori, che cedono direttamente l’energia a terzi, sembrano eludere l’obbligo di pagare l’accisa. L’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici nell’ambito delle proprie esigenze commerciali o industriali può infatti essere destinata “ad uso proprio”, cioè impiegata direttamente dal produttore e in tal caso è esente da imposta. In altri casi, invece, l’energia viene ceduta al gestore della rete per la successiva erogazione ai consumatori finali e il momento impositivo si realizza all’atto di tale ultima cessione. In un numero limitato di casi, l’energia viene ceduta direttamente ad un soggetto terzo senza l’intermediazione del gestore della rete, e in questo caso è responsabilità del produttore pagare l’accisa a seguito della cessione all’effettivo utilizzatore”.
Nel corso di un controllo nella zona di Castel San Giovanni è emerso un caso di violazione. Una società proprietaria di un impianto fotovoltaico da oltre 1 megawatt, installato su un capannone industriale, ha dichiarato di utilizzare internamente l’energia prodotta. Tuttavia, l’indagine ha dimostrato che parte dell’energia è stata ceduta al gestore della rete, mentre il restante quantitativo è stato trasferito direttamente a un operatore commerciale senza il corretto pagamento dell’accisa.
Di conseguenza, i funzionari hanno recuperato l’accisa evasa sulla porzione di energia ceduta direttamente all’utilizzatore finale. “Alla società titolare dell’impianto fotovoltaico è stata applicata una sanzione tributaria massima fino a 53.415 euro. Questa iniziativa mira a salvaguardare l’integrità del sistema fiscale e a promuovere una concorrenza leale all’interno del settore energetico”, conclude l’Agenzia.
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