Malattie respiratorie, 20mila piacentini colpiti. Franco: "Ci vuole prevenzione"
Redazione Online
|3 anni fa

In questi anni l’importanza del respiro ha assunto una nuova luce. E, Covid a parte, si accendono i riflettori sulle patologie bronchiali. In particolare la broncopneumopatia cronica ostruttiva e l’asma sono al centro di un convegno destinato a specialisti che si tiene oggi, 17 settembre, al Best Western Hotel di Strada Val Nure a partire dalle 14 e fino alle 20.30. Responsabili scientifici sono Cosimo Franco, primario di Pneumologia dell’Ospedale di Piacenza, e Bianca Beghè. L’evento vede la presenza di una quarantina di medici e numerose relatori. “Sono specialisti di una patologia di grande impatto che è stata trattata anche in un convegno a Barcellona nei giorni scorsi – spiega Franco – dove emerge, alla luce delle ultime scoperte, come si modifica la strategia di diagnosi e, dai prossimi mesi, anche quella terapeutica. Si tratta di darne informazione a chi non ha potuto essere presente a Barcellona, medici che arrivano dalla Lombardia, dall’Emilia Romagna”. Ci sarà un confronto fra diverse realtà territoriali. Si farà il punto sull’obiettivo di tenere i pazienti il più possibile lontani dai ricoveri ospedalieri, preferendo la gestione ambulatoriale, nelle case della salute. Queste patologie causano 350mila morti all’anno in Europa e ne sono affette 41 milioni di persone. In Italia tali malattie fortemente invalidanti sono anche un costo notevole, assorbendo fino al 2 per cento della spesa sanitaria. I nemici in Pianura Padana sono il clima, l’inquinamento, insieme al fumo di sigaretta. “Nel Piacentino si stima un’incidenza del 6-7 per cento della broncopneumopatia cronica ostruttiva, circa ventimila persone, ma una percentuale minima è in cura – prosegue Franco – La malattia viene intercettata quando è già sintomatica, provoca affanno e a quel punto si ha già il dimezzamento della capacità polmonare, il resto è andato perso, la dispnea (la consapevolezza di far fatica a respirare) è il sintomo”.
PROVE SPIROMETRIA – Si fatica a correre, a salire le scale. E dunque per intercettare precocemente i casi, la Pneumologia intende avviare sul territorio le prove di spirometria con sanitari formati, un progetto che si è arrestato a causa del Covid. “Sui percorsi diagnostici terapeutici assistenziali della broncopneumopatia eravamo messi bene, con il coinvolgimento di infermieri, medici di medicina generale e con raccordi fra gli ambulatori di Piacenza, Fiorenzuola e Castel San Giovanni per gestire precocemente i fattori di rischio”. Un fronte che verrà presto rilanciato.
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