Colosso dei pullman: la Regione accelera, Piacenza cauta
Sindaci a Bologna sul progetto di creare in Emilia-Romagna un'unica società dei bus. La sindaca Tarasconi: ok purché si colga la specificità dei territori

Gustavo Roccella
|1 settimana fa

Un incontro tra i sindaci delle città dell’Emilia Romagna per ragionare dell’accorpamento delle aziende del trasporto pubblico locale (tpl) e possibilmente imprimere un’accelerazione al progetto. Lo ha convocato per martedì 17 febbraio il presidente della Regione, Michele De Pascale, che nel suo programma di mandato ha inserito la creazione di una holding degli autobus che tenga insieme Seta (oltre a quello di Piacenza è gestore unico del tpl delle province di Modena e Reggio), Start (copre la Romagna con Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna) e Tper (cioè il trasporto pubblico su gomma di Bologna e Ferrara), mentre l’unica esclusa sarebbe la realtà di Parma che ha scelto per una società in house (Tep).
«Il tema dell’evoluzione del trasporto pubblico locale e delle possibili forme di integrazione tra aziende è un tema reale, che merita di essere affrontato con serietà e visione strategica», considera la sindaca Katia Tarasconi, interpellata sul punto da “Libertà”. Nell’evidenziare che Piacenza è «uno dei bacini più piccoli coinvolto in questo percorso», la sindaca osserva che «proprio per questo riteniamo fondamentale che ogni valutazione tenga conto delle specificità territoriali, della qualità del servizio ai cittadini e della sostenibilità complessiva del sistema». In ogni caso «guardiamo con disponibilità al confronto avviato dalla Regione Emilia-Romagna e dal presidente De Pascale, con l’obiettivo di comprendere fino in fondo opportunità e criticità di un eventuale modello condiviso, mantenendo sempre al centro l’interesse delle nostre comunità e la tutela del servizio pubblico».
Azienda unica significa una realtà da oltre 84 milioni di chilometri gestiti, 470 milioni di fatturato, più di 2.700 mezzi, 4mila dipendenti di cui il 70% autisti, un colosso con le spalle sufficientemente larghe per vincere le gare di gestione e scongiurare l’arrivo in Emilia-Romagna di attrezzatissime compagnie straniere, francesi o tedesche, come successo ad esempio in Toscana. La scadenza per indire il prossimo bando è il 31 dicembre 2026, di qui la necessità di avviare in fretta il percorso di aggregazione, anche se la Regione potrebbe optare per delle proroghe.
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