Viaggio della memoria, gli studenti tra i volti e le storie di chi è stato perseguitato
Redazione Online
|2 anni fa

Ci sono blocchi di cemento di diversa altezza. Sono disposti a formare un labirinto, ma un labirinto non è. È il memoriale per gli ebrei assassinati in Europa a Berlino. “Che cosa vi viene in mente a guardarlo?” è la domanda rivolta ai cinquanta ragazzi che stanno partecipando al Viaggio della memoria in Germania. Che cosa può venire in mente a osservare oltre 2.700 blocchi di cemento che non portano nessuna iscrizione, disposte ordinatamente in uno spazio – nel quartiere di Mitte, che un tempo era la terra di nessuno tra i due lati del muro – in cui le persone entrano ed escono in mille strade?
Il secondo giorno di viaggio è pieno di interrogativi, ma anche di storie: la visita al centro di Berlino, in due gruppi guidati da Simonetta Paltrinieri e Mathias Schatz, permette di passare da Alexanderplatz a Potsdamer Platz, di trovarsi davanti i nomi dei campi impressi sulle pietre di un memoriale vicino al Reichstag e i volti delle persone rom perseguitate, ma anche degli uomini e delle donne che cercarono in anni diversi di oltrepassare il muro per andare da una parte all’altra di Berlino e che per questo furono uccisi o trovarono la morte.
Al Museo della Resistenza tedesca ci sono le foto del gruppo della Rosa Bianca, quella più nota di Monaco guidata da Hans e Sophie Scholl e quella di Amburgo guidata da Traute Lafrenz, una delle poche testimoni ancora viventi fra le tante raccontate dal percorso museale. Un percorso in cui i ragazzi si immergono, fanno domande, vengono messi faccia a faccia con chi provò a resistere alla Germania nazista.
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