Un arsenale in casa dei bracconieri-killer che uccisero un daino
Redazione Online
|11 anni fa


Cercavano elementi di prova per poterli accusare dell’uccisione di un mese fa del daino all’interno del Parco dello Stirone, ma carabinieri e guardaparco hanno trovato molto di più: fucili, pistole, pugnali, trappole e zampe di animali. Così, dopo un blitz di questa mattina a Vernasca e a Salsomaggiore, sono stati denunciati due probabili bracconieri per detenzione abusiva di armi e secondo gli inquirenti potrebbero essere proprio loro i responsabili dell’uccisione dell’animale in area protetta.
Le perquisizioni sono scattate oggi attorno alle 5 del mattino su ordine della Procura di Piacenza e sono il frutto di un’importante attività di indagine congiunta di oltre un mese che ha interessato i carabinieri di Vernasca, Fiorenzuola, Fidenza e Salsomaggiore, assieme alle guardie dell’Ente di Gestione Parchi dell’Emilia Occidentale. Dopo l’uccisione del daino, le indagine si sono concentrate su due cacciatori, uno di Salsomaggiore e uno di Vernasca. Nelle loro abitazioni, sono stati trovati circa mille proiettili non denunciati, trappole per animali, una pistola con matricola abrasa, tre pugnali da guerra in dotazione all’esercito americano e perfino zampe di rapace, mentre dall’auto di uno di loro sono spuntati un bastone e altri coltelli.
In attesa di sapere se la responsabilità dell’uccisione ricada effettivamente sui due, i bracconieri sono stati denunciati per detenzione abusiva di armi e munizioni oltre alla detenzione di strumenti atti ad offendere, come nel caso delle armi bianche.
Gli articoli più letti della settimana
1.
Raccolta rifiuti, la differenziata torna nei cortili
2.
Dal cemento al legno, il tetto del Duomo alleggerito di 300 tonnellate
3.
Simone Cristicchi a sorpresa a Quarto di Gossolengo: «Cerca oggetti che raccontano sogni»
4.
Il Conservatorio accende la città: dal 2 marzo al via le Jam Sessions all'Irish Pub

