"Centri diurni in crisi per il ritorno alla tariffazione pre-Covid". L'allarme dei sindaci
Redazione Online
|4 anni fa

Con il ritorno al sistema tariffario “pre-pandemia” i gestori dei centri diurni riusciranno a sostenere i costi? Se lo sono chiesti i sindaci del distretto di Ponente durante una riunione che ha messo al centro la questione dei centri come il Camelot di Borgonovo, l’Emma Serena di San Nicolò o il centro diurno per anziani di Gragnano a cui le famiglie con ragazzi diversamente abili o con anziani fragili si rivolgono per avere un sostegno.
Dal primo di aprile si ritorna alla tariffazione pre-Covid, ma i gestori dopo due anni di costi schizzati alle stelle non sanno se riusciranno a garantirsi una sostenibilità economica. Questo tenuto conto del fatto che molte famiglie ancora preferiscono tenere i loro ragazzi a casa e che fino ad oggi i comuni sono intervenuti per calmierare rette e costi, ma dal primo di aprile?
“In passato – ha sottolineato la responsabile dell’ufficio di piano Silvia Castagna – si è riusciti a calmierare i costi ma ora le risorse sono esaurite e si deve tornare alla tariffazione precedente. Nel frattempo però i costi per i gestori sono aumentati e la frequenza è diminuita. I gestori – ha aggiunto – per garantirsi una sostenibilità economica avrebbero bisogno che i centri lavorassero a pieno regime”. Dai sindaci l’impegno “ad accompagnare i gestori” e a “sollecitare la Regione in caso il sistema tariffario non fosse adeguato”.
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