L’utopia possibile: l’Isola del Teatro dell’argentino César Brie in Alta Val Tidone
Redazione Online
|3 anni fa

Seconda stella a destra. Diversamente dall’isola di Bennato, però, quella di César Brie c’è. E’ l’“Isola del teatro” e galleggia sulle colline, in località Case Follini, oltre Nibbiano in Alta Val Tidone. E’ l’ultima avventura dell’artista argentino, uomo, attore, regista, autore e pedagogo teatrale di arte, umanità e sensibilità profonde che ha fatto del teatro la sua vita, pluripremiato artigiano di fama internazionale e cittadino del mondo, ammirato specialmente per i lunghi anni di resistenza del Teatro de Los Andes in Bolivia dal 1991 al 2010. Dopo una vita di nomadismo e anche di fughe dalle persecuzioni politiche dei vecchi regimi sudamericani, ha fondato nella nostra provincia questa oasi di pace e creazione, un luogo in cui ospitare gli artisti e dar loro in abbondanza una materia prima rara e preziosa: il tempo.
Tutto necessitava di essere ristrutturato e il lavoro, spesso di prima mano, è stato tanto. Ora i tetti sono sani, coibentati, l’impianto elettrico è nuovo, ci sono stufe a legna e a pellet ovunque serva, assai gradite anche dal vecchio e saggio cane mascotte Maya. E’ stata costruita una bella sala teatro, con deposito e camerini, 5 docce e 3 bagni. Le stanze della casa-foresteria possono ospitare una quindicina di persone. Ma è ancora aperta una raccolta fondi perché mancano ancora diversi lavori grossi: il rifacimento del cortile su due livelli, un magazzino ben fatto, una seconda sala di lavoro, una cucina esterna per la bella stagione e un teatro estivo “en plein air” nel frutteto. Intanto, il luogo vibra già di energia e calore. Il maestro qui ha già perfezionato diversi spettacoli anche di altri artisti e realizzato sei seminari (il prossimo “Pensare la scena” dal 27 al 28 gennaio 2023) con allievi da Italia, Francia, Argentina, Ecuador; arriverà anche un attore peruviano. I gruppi si creano attraverso i suoi canali social e il sito Cesarbrie.com.
Attualmente, a colpi di residenze e convivenze mensili lunghe non meno di una settimana, Brie sta lavorando con una compagnia di giovani validi attori da tutta Italia al nuovo spettacolo “Re Lear muore a Mosca”: la vicenda di due uomini colpevoli di essere attori, Solomon Michoels e Veniamin Zuskin, purgati da Stalin. Una pagina significativa nella storia del Teatro Ebraico di Mosca, il Goset, tra i più grandi teatri del ‘900 ma quasi sconosciuto al mondo. Un lavoro che si annuncia di grande eleganza e poesia oltreché rilevanza storica: il gruppo è in cerca di teatri, spazi di residenza e produttori. L’isola del teatro lo è già, ma un passo dopo l’altro diventerà qualcosa di ancor incantevole e unico nella nostra provincia. Un luogo speciale che sfugge alle pratiche “normali”, alle consuetudini, agli standard, disegnando i contorni di un mondo utopistico, ma possibile.
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