Delitto trolley, Civardi parla in aula: "L'agenda non è la mia"
Redazione Online
|10 anni fa

Prosegue in Corte d’Assise a Milano il processo a Gianluca Civardi, il 31enne piacentino accusato insieme all’amico Paolo Grassi – già condannato all’ergastolo – di aver ucciso nell’agosto del 2014 il professor Adriano Manesco nel suo appartamento di via Settembrini a Milano e di averne nascosto il corpo sezionato in un trolley. Civardi è difeso dagli avvocati Andrea Bazzani e Francesca Cotani.
Oggi ha avuto inizio l’audizione dei testimoni: complessivamente saranno circa un centinaio le persone chiamate a deporre. I primi sono stati gli agenti di polizia che fermarono i due giovani a Piacenza, poche ore dopo il delitto. L’assistente scelto Francesco Stasi ha spiegato che ad insospettire lui ed un collega era stato da subito l’atteggiamento nervoso dei due giovani, che li spinse a procedere con una perquisizione della vettura. Civardi, presente in aula, ha invece rilasciato una dichiarazione spontanea per dire che l’agenda rinvenuta e sequestrata quella sera sulla Seicento di Grassi non era la sua. Al riguardo i suoi legali sembrano intenzionati a chiedere una perizia calligrafica. Gli avvocati dell’imputato attendono infine la deposizione del filippino che risulta essere l’erede della vittima. L’udienza è stata aggiornata a venerdì 9 ottobre con le testimonianze del medico legale e del consulente tossicologico.
Oggi ha avuto inizio l’audizione dei testimoni: complessivamente saranno circa un centinaio le persone chiamate a deporre. I primi sono stati gli agenti di polizia che fermarono i due giovani a Piacenza, poche ore dopo il delitto. L’assistente scelto Francesco Stasi ha spiegato che ad insospettire lui ed un collega era stato da subito l’atteggiamento nervoso dei due giovani, che li spinse a procedere con una perquisizione della vettura. Civardi, presente in aula, ha invece rilasciato una dichiarazione spontanea per dire che l’agenda rinvenuta e sequestrata quella sera sulla Seicento di Grassi non era la sua. Al riguardo i suoi legali sembrano intenzionati a chiedere una perizia calligrafica. Gli avvocati dell’imputato attendono infine la deposizione del filippino che risulta essere l’erede della vittima. L’udienza è stata aggiornata a venerdì 9 ottobre con le testimonianze del medico legale e del consulente tossicologico.
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