S.Nicolò, per don Fabio lacrime e applausi: «Resteremo fratelli»
Chiesa e piazza gremite per salutare don Galli che lascia la parrocchia dopo 9 anni. La sindaca: «Avrei fatto un’ordinanza per farlo restare»
Angela Zeppi
|3 ore fa

Chiesa gremita di autorià e fedeli per il saluto a don Fabio
Per accomiatarsi da San Nicolò, il parroco don Fabio Galli si affida alla parabola del padre che manda i suoi due figli a lavorare nella vigna. Loro non ne hanno voglia: uno brontola e poi obbedisce, l’altro acconsente subito, senza però andarci. Vedendo le lacrime nei fedeli che gremiscono la chiesa e il piazzale, don Fabio scherza: «Potevo fare come il secondo figlio: dire al vescovo che ubbidivo di buon grado e poi nascondermi in una casa di San Nicolò». Una possibilità scartata.
«Avrei tradito la mia vocazione promessa 24 anni fa». Da qui l’invito a «modificare le nostre prospettive». «Oggi - osserva il sacerdote - forse occorreva questo cambiamento. Abbiamo condiviso gioie e dolori. Siamo diventati buoni fratelli che tali rimarremo anche se ci vedremo di rado». Un lungo applauso sottolinea le sue parole alla vigilia del trasferimento a Pontenure.
Per don Fabio è quasi una storia che si ripete. Nove anni fa arrivò da Sant’Antonio, lasciando i parrocchiani in lacrime, tanto che alcuni di loro vennero a messa a San Nicolò.
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