"Vescovo, ci lasci il nostro don Roberto". Raccolta firme contro il trasferimento
Redazione Online
|4 anni fa

C’è una voce che ha iniziato a correre a Carpaneto, ed ha subito suscitato preoccupazione tra i parrocchiani. L’ipotesi che don Roberto Ponzini, da sette anni parroco del paese, sia stato destinato alla Santissima Trinità di Piacenza, a riempire il vuoto lasciato da don Valerio Picchioni destinato a Rivergaro.
Il timore è sorto subito dopo la convocazione del presbitero 35enne negli uffici della curia, per un incontro con il vescovo mons. Adriano Cevolotto.
Un incontro sul quale non è trapelato ancora nulla, ma le supposizioni si sono fatte strada, al punto di indurre i parrocchiani a indire una raccolta firme in paese, da inviare al vescovo, con la preghiera di non lasciar andare via il giovane prete originario di Carniglia, paese di tante vocazioni a Bedonia.
Ieri, visto che la situazione di comprensibile dispiacere per la possibile partenza stava sfuggendo però dai confini (già tantissime le adesioni raccolte), è stato lo stesso sacerdote, che come tale ha fatto voto di obbedienza al vescovo, a scrivere su Facebook, per cercare di raggiungere più parrocchiani possibili.
“Ringrazio tutti profondamente per la generosa cordialità delle parole e delle attenzioni nei miei riguardi, segno di tanto bene che ci lega”, si legge. “Tuttavia una comunità cristiana matura è chiamata anche a lasciare andare. Generare e lasciare andare. Se la chiesa diocesana mi vorrà da un’altra parte è perché guidata dallo Spirito santo che nel vescovo esprime tutta la dedizione e la premura per il gregge. Ho apprezzato e apprezzo la vostra carità – si legge ancora nel suo messaggio – ma vi chiedo, nella stessa carità, di fare un passo indietro. Chiedo a tutti, per la libertà della chiesa diocesana, dei sacerdoti coinvolti e per il bene che forse non conosciamo ancora ma che splende sopra le nostre miserie, di sospendere la raccolta firme e lasciare che il percorso naturale del possibile avvicendamento prosegua senza rimostranze, senza rancori e che piuttosto moltiplichi il fervore per l’impegno alla vita evangelica e alla preghiera di cui tutti abbiamo sommamente bisogno”.
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