Nonno, papà e figlio: "Donare sangue è una tradizione di famiglia che fa bene a tutti"
Redazione Online
|2 anni fa

Nonno, papà e figlio: tre generazioni di donatori di sangue nel solco di una tradizione famigliare in casa Libelli dal sapore genuino di altruismo. “Donare fa bene a chi dona e a chi riceve” le parole di Graziano Libelli che appena maggiorenne decise, insieme a un gruppo di amici, di seguire le orme del padre Fausto che di sangue ne ha donato così tanto da non ricordarsi neanche più quando ha iniziato. “Cominciai a Piacenza – spiega Fausto, classe 1936 – semplicemente perché mi piaceva l’idea di poter aiutare qualcuno, un estraneo, con un gesto così semplice”. Nel 74 nonno Fausto si trasferì con la propria famiglia dalla città a Carpaneto dove dopo qualche anno iniziò a fare parte della locale sezione Avis. Fausto, oltre a essere un campione di donazioni prima di dover smettere per raggiunti limiti di età, ha saputo trasmettere i valori della solidarietà al figlio Graziano che domenica scorsa ha completato la sua centesima donazione di sangue. E sapete chi c’era nel lettino al fianco di Graziano? Suo figlio Luigi che, appena diciottenne, proprio domenica – mentre il padre toccava la tripla cifra – ha iniziato la sua avventura nella famiglia di Avis.
“Sono emozionato e orgoglioso nel vedere mio figlio e mio nipote nella stessa stanza mentre donano il sangue” afferma nonno Fausto. Sentimenti che condivide con il figlio Graziano: “In passato abbiamo avuto bisogno di trasfusioni e sappiamo quanto sia importante donare – le sue parole – per questo invito i miei coetanei e tutti i genitori a consigliare ai propri figli di intraprendere questa attività”. “Sono contento di aver effettuato la mia prima donazione – racconta Luigi, il più giovane della famiglia -, nonno e papà mi hanno fatto capire sin da piccolo quanto fosse importante donare e ora sono pronto a dare il mio contributo”. L’Avis di Carpaneto attualmente può contare su 249 donatori effettivi. “Nel 2023 sono state consegnate 40 sacche di plasma e 305 sacche di sangue – riferisce la vicepresidente Cristina Villa -. Domenica scorsa insieme a Luigi ha donato per la prima volta Rachele Pasqualoni, anche lei diciottenne, una coincidenza che ci ha riempito di gioia e di speranza”. La gemma della solidarietà, grazie a questi esempi non può che continuare a fiorire.

Gli articoli più letti della settimana
1.
Viaggio tra gli espropriati della Statale 45 «Per un metro di asfalto una vita stravolta»
2.
«Accogliamo chi prega ma siamo anche sarte, tagliamo e cuciamo»
3.
Lulù, cucciola con soffio al cuore cerca famiglia: «Non può crescere in canile»
4.
"Pensatore di sistema" al Politecnico in arrivo l'ingegnere del futuro





