«Noi arrivati a Londra abbiamo nel cuore la casa di Morfasso»
Frank Repetti anticipa il raduno degli emigrati piacentini in Inghilterra
Federica Duani
|9 mesi fa

Frank Repetti, presidente di «Piacenza Insieme» e alla guida della Federazione delle associazioni piacentine a Londra
Sarà sabato sera, 7 giugno, a Villa Scalabrini, nelle campagne londinesi, la festa in occasione del raduno delle comunità piacentine a Londra. E si fa il conto alla rovescia, perché manca davvero poco: ne abbiamo parlato con Francesco Repetti, più noto come Frank, presidente di «Piacenza Insieme» e alla guida (affiancato da Giovanni Piazza) della neocostituita Federazione delle associazioni piacentine a Londra, che unisce gli Amici di Santa Franca, Piacenza Insieme, Pedina Valdarda e Amici di Gropparello
È originario di Morfasso, da quanto tempo vive a Londra?
«Ho 73 anni, e mi trasferii nel 1966, per imparare l’inglese. Poco dopo conobbi quella che poi sarebbe diventata mia moglie, nacquero i nostri figli e rimasi a vivere là. A Morfasso torno due, tre volte l’anno».
Si è sentito accolto, in Inghilterra?
«Sì, siamo stati accolti in modo eccezionale, gli inglesi stravedono per noi, e viceversa. Londra è una metropoli, ma sempre molto vivibile: gli emigrati, all’estero, tendono ad essere molto uniti. La comunità italiana è forte e non smettiamo mai di restare in contatto con il nostro Paese d’origine».
Quante generazioni di morfassini si contano, a Londra?
«Siamo almeno alla terza generazione. Cambiano i luoghi, ma non l’identità: pensi che in alcune stanze della Chiesa Italiana a Londra, che per noi è un vero punto di riferimento, ci si trova per giocare a briscola o a scala quaranta. Si arriva dal cuore vibrante della città, si lascia la strada alle spalle e, entrando sembra proprio di essere a casa. Immaginatevi un bar di Morfasso, è esattamente la stessa atmosfera, in città ti senti in paese».
Impossibile non pensare allo scomparso Mauro Ongeri
«Sì, ho raccolto l’eredita di presidente da lui, nato ai Teruzzi di Morfasso e morto due anni fa a Londra, all’età di settanta, dove si trasferì e aprì con grandi sacrifici un bar e un ristorante: Mauro è stato per anni l’anima dell’associazione Piacenza Insieme, di cui faccio parte da quarant’anni. Quanti raduni, organizzammo insieme al Marriott Hotel. Quest’anno saremo a Villa Scalabrini in più di duecento, e saremmo stati di più se non fosse per esigenze legate alla capienza dei locali. L’abbiamo scelta perché è fondamentale che questi momenti di incontro restino accessibili per chiunque voglia partecipare: i costi dei grandi hotel sono diventati insostenibili per tanti».
Iniziative passate e future?
«Numerosissime e nell’arco di tutto l’anno, portate avanti grazie a un team di dodici persone fantastiche: devolviamo sempre il ricavato in beneficenza. Ad esempio, per l’alluvione in Emilia-Romagna siamo riusciti a raccogliere, con la Federazione, 3mila sterline. Il 20 luglio, poi, ci sarà la storica processione della Madonna del Carmine (che dal 1251, pur con i suoi cambiamenti, lega i cattolici italiani immigrati, e la storia religiosa britannica, ndr.): partecipano migliaia e migliaia di persone, dal nord del Regno Unito all’estremo sud. Una sagra di Paese, e tra le strade non mancherà la tradizionale bancarella con vini e salumi piacentini. Il ricavato sarà devoluto alla Chiesa Italiana a Londra».
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