Il vescovo Cevolotto: «Inquadriamo i nostri tempi difficili nella logica della Pasqua»
Il tradizionale messaggio augurale registrato nel giardino della curia. «Il pozzo ad Africa Mission? Un segno tangibile, perché la vita va donata»
Elisabetta Paraboschi
|5 ore fa

Parla di «un tempo difficile da vivere in cui non è facile coltivare la speranza» il vescovo della diocesi di Piacenza-Bobbio Adriano Cevolotto. L’occasione è quella del tradizionale messaggio di Pasqua che monsignor Cevolotto rivolge alla comunità e che quest’anno è stato registrato nel giardino della curia. A margine del messaggio, monsignor Cevolotto fa una riflessione sul presente: «Diciamo che lo scenario internazionale sembra quasi essere una una sorta di sabato santo più che di domenica di risurrezione - spiega - nel senso che il sabato è quel tempo dilatato in cui sembra che la violenza abbia avuto la vittoria e sia prevalsa sulla ragionevolezza e sulla giustizia. Credo che quello che viviamo sia forse per alcuni versi un tempo nel quale non sempre è facile coltivare la speranza».
«Tuttavia se riusciamo a inquadrare questo tempo all’interno della logica della Pasqua allora le cose cambiano - avverte il vescovo - non lo vediamo come una fine, ma è il momento che apre a una speranza di cui siamo veramente convinti. Quello che si chiede è di continuare a coltivare la certezza che la logica del sabato non prevalga sulla Pasqua».
Fra l’altro è di qualche giorno fa la notizia che monsignor Cevolotto abbia deciso di donare il primo pozzo della campagna “30 pozzi per 30 scuole” avviata da Africa Mission Cooperation and Development in Uganda per celebrare i 100 anni della nascita del fondatore don Vittorione Pastori: «È un’idea che è nata un po' da me, ma che poi ha trovato consenso nei miei familiari - spiega al riguardo il vescovo che tre anni fa era sceso in Uganda con Africa Mission - l’insegnamento maggiore che abbiamo ricevuto sia dal papà che dalla mamma e poi anche da mio fratello è il fatto che la vita vada donata: è un dono e il fatto che potesse anche concretizzarsi con un segno tangibile, un pozzo da perforare in Uganda, ci è parso un modo naturale e coerente per ricordare i nostri familiari».

