Ictus, 600 casi in un anno. «Fondamentale riconoscere i sintomi prima possibile»
L’evento formativo “Ictus e dintorni… cosa c’è di nuovo?”, promosso dall’Ausl di Piacenza, è servito per affrontare i temi più attuali della ricerca e della pratica clinica
Gabriele Faravelli
|2 mesi fa

Sono circa 600 i piacentini che nell'ultimo anno sono stati colpiti dall'ictus, un patologia tempo-dipendente che è bene individuare e trattare nella maniera più tempestiva possibile. Terapie e cure ad hoc sono la base per garantire una buona qualità della vita del paziente, ma come sempre la prevenzione aiuta ancora prima a evitare un male che può essere molto invalidante e che in alcuni casi può anche portare alla morte. L’evento formativo «Ictus e dintorni… cosa c’è di nuovo?», promosso dall’Azienda Usl di Piacenza, è servito per affrontare i temi più attuali della ricerca e della pratica clinica.
Sotto la responsabilità scientifica di Roberto Antenucci, direttore dell'Unità spinale e Gracer dell'Ospedale di Fiorenzuola, e del neuropsicologo Giuseppe Rocca, l’iniziativa che si è tenuta nell'ex chiesa del Carmine ha riunito specialisti di diverse discipline provenienti da tutta Italia per condividere le più recenti innovazioni nella diagnosi, nella gestione clinica e nei percorsi riabilitativi dopo un ictus.
«Considerando anche le recidive, abbiamo avuto 600 casi nella nostra provincia nel 2025 – ha spiegato Antenucci – la giornata vuole essere proprio un focus a 360 gradi, dalla prevenzione alla ricerca, passando per le nuove tecnologie e ovviamente l'Intelligenza Artificiale che ci aiuterà molto in futuro, così come la medicina generale e la riabilitazione, un vero lavoro di squadra dunque per poter affrontare al meglio una problematica purtroppo ancora molto diffusa».
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