Lavoro, a Piacenza quattro neoassunti su dieci sono stranieri
Lo rileva uno studio della Cgia di Mestre. Tra le province italiane, nel 2025 guida Prato con il 55,5%, seguita da Gorizia e, appunto, Piacenza (entrambe 39,7%)
Thomas Trenchi
|4 giorni fa

A Piacenza quasi quattro neoassunti su dieci sono stranieri, molto più della media nazionale del 23,4%. Nel nostro territorio, spinto dall’espansione della logistica, le assunzioni di cittadini non italiani raggiungono il 39,7%. Lo rileva uno studio della Cgia di Mestre, l’associazione che analizza i dati su artigiani e piccole imprese.
Gli occupati stranieri nel mercato del lavoro italiano, dunque, sfiorano quota 1 milione e 360mila, pari al 23% del totale, confermando un trend in crescita costante. Negli ultimi otto anni, tra il 2017 e il 2025, le entrate di immigrati nel mercato del lavoro in Italia sono aumentate del 140%, con punte record in Basilicata (+306%), Trentino-Alto Adige (+237%) e Umbria (+190%). Tra le province italiane, nel 2025 guida Prato con il 55,5%, seguita da Gorizia e, appunto, Piacenza (entrambe 39,7%), poi Matera (36,4%) e Bolzano (35,1%). La media nazionale si attesta al 23,4%, mentre in Emilia-Romagna la quota prevista è del 30,6% e in Lombardia del 29,2%.
Per la Cgia di Mestre gli stranieri aiuterebbero a colmare la mancanza di lavoratori in determinati settori. Molti di loro infatti lavorano in ambiti dove scarseggia la manodopera italiana: agricoltura, edilizia, logistica, assistenza domestica e cura degli anziani. «Non si tratta quindi - sottolinea la Cgia - di una sostituzione dei lavoratori italiani, ma di una presenza che copre posti che spesso resterebbero scoperti. Peraltro gli stranieri pagano tasse e contributi come tutti, ma essendo mediamente più giovani usufruiscono meno di pensioni e prestazioni. Il risultato è un saldo positivo: versano più di quanto ricevono, contribuendo a sostenere il sistema previdenziale, in termini di liquidità disponibile».

