I fratelli Giuseppe e Albino Caruso chiedono il rito abbreviato
Redazione Online
|5 anni fa

Hanno scelto la strada del rito abbreviato i fratelli Caruso. Processo breve per entrambi: Giuseppe, 60 anni, funzionario delle Dogane di Piacenza, ex presidente del consiglio comunale nelle file di Fratelli d’Italia, partito dal quale è stato espulso dopo l’arresto nel giugno del 2019; e Albino, di un anno più vecchio. Una strada che permetterà di avere uno sconto di un terzo della pena nel caso di condanna. I due fratelli originari di Cosenza sono accusati di essersi messi al servizio della cosca della ‘ndrangheta guidata dal boss Nicolino Grande Aracri, che da Cutro ha esteso i suoi affari criminali in Emilia, in un’area che va da Piacenza a Reggio Emilia. Il processo per 83 imputati, nato dall’operazione Grimilde, è iniziato nell’aula bunker del carcere della Dozza di Bologna ed è arrivato a un punto cruciale: la scelta dei riti.
Giuseppe Caruso è accusato di estorsione, corruzione, truffa e concorso esterno nell’associazione mafiosa. Reati aggravati dal fatto d’essere un pubblico ufficiale, in quanto funzionario delle Dogane. Caruso è detenuto nel carcere di Voghera e la richiesta della misura alternativa dei domiciliari non è stata accolta. Nel processo contro Caruso si è costituito parte civile il Comune di Piacenza.
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