Il gambiano strappato alla morte: "Grazie ai poliziotti, mi hanno salvato la vita"
Redazione Online
|7 anni fa

“Se non ci fossero stati quei poliziotti coraggiosi, ora sarei morto. Devo ringraziarli con tutto il cuore. Stavo dormendo, non mi sono accorto di nulla. Ricordo solo di aver sentito gridare, poi mi hanno preso per un braccio e tirato fuori con la forza”. E’ il racconto di Kekoto, uno dei due cittadini del Gambia strappati a morte certa dagli agenti della Volanti, accorsi domenica notte alla cascina San Savino avvolta dalle fiamme.
A loro, ma a tutta la comunità piacentina va il ringraziamento di questo 25enne, finito a dormire in quel posto degradato assieme ad altri senzatetto, dopo aver perso il lavoro: “Sono arrivato dalla Libia su un barcone, ero rifugiato. Qui ho lavorato come falegname a Borgonovo, poi ho raccolto i pomodori a Foggia. Ora sono tornato qui, ma sono disoccupato. A una terra generosa come questa dico: vi devo la vita, vorrei sdebitarmi lavorando con il massimo impegno per costruirmi una vita normale“.
A loro, ma a tutta la comunità piacentina va il ringraziamento di questo 25enne, finito a dormire in quel posto degradato assieme ad altri senzatetto, dopo aver perso il lavoro: “Sono arrivato dalla Libia su un barcone, ero rifugiato. Qui ho lavorato come falegname a Borgonovo, poi ho raccolto i pomodori a Foggia. Ora sono tornato qui, ma sono disoccupato. A una terra generosa come questa dico: vi devo la vita, vorrei sdebitarmi lavorando con il massimo impegno per costruirmi una vita normale“.
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