Referendum, Bussacchini: «Cinque sì per ridare dignità al lavoro»
Il segretario provinciale della Cgil rilancia la sfida referendaria dell’8 e 9 giugno «per un cambio di paradigma e più dignità per chi lavora»

Patrizia Soffientini
|1 anno fa

Ivo Bussacchini
Si scaldano i motori per l’appuntamento referendario dell’8 e 9 giugno. Cinque domande rivolte ai cittadini per abrogare (rispondendo cinque volte Sì) altrettante norme sul lavoro e sulla cittadinanza che il comitato referendario ritiene ingiuste. La campagna è partita un anno fa, a Piacenza sono state raccolte 10 mila firme per sostenere il referendum, ora la corsa è tutta per il quorum.
Ivo Bussacchini, segretario provinciale della Cgil: «Con i referendum si rimette al centro il lavoro e il lavoratore in questo Paese, è un cambio di paradigma che cerchiamo, un passaggio cruciale per la dignità del lavoro e per cambiare le scelte prese contro il lavoro pensando a un futuro migliore anche per le nuove generazioni». La battaglia riguarda l'abolizione della disciplina dei licenziamenti a tutele crescenti del Jobs Act, la responsabilità del committente in caso di appalti per garantire sicurezza ai lavoratori, la necessità di una giusta motivazione quando si assumono interinali, i risarcimenti per licenziamenti illegittimi in piccole aziende.
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