A cinquant’anni dall’esame di maturità la terza B del liceo Gioia si ritrova sui banchi

Era l’estate del 1976 quando si presentarono davanti alla commissione. Ieri la foto, gli abbracci e la visita alla vecchia aula del secondo piano

Simona Segalini
Simona Segalini
|14 ore fa
La terza B del liceo Gioia nel 1976 per la foto di rito sugli iconici gradini di ingresso
La terza B del liceo Gioia nel 1976 per la foto di rito sugli iconici gradini di ingresso
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La maturità del 1976 è passata alla storia per il clamoroso rinvio della prima prova. Alla vigilia degli esami, una telefonata anonima convinse una preside a Pavia ad aprire la busta dei temi in anticipo. Il Ministero fu costretto a rinviare la prova d’italiano di un giorno, facendo iniziare gli esami con lo scritto della seconda materia. «Iniziammo con latino», dicono quelli della terza liceo classico B di 50 anni fa. Uscì Cicerone, per la cronaca. Sono trascorsi 50 anni in un battito d’ali. Fu l’anno tragico del terremoto in Friuli, del disastro di Seveso e dell’amore disperato per Margherita (Riccardo Cocciante).
Ieri al liceo di viale Risorgimento si sono ritrovati quelli della terza B, a cinquant’anni dalla maturità , mentre fuori e dentro l’istituto diretto oggi da Cristina Capra imperversa la maturità 2026. All’appuntamento, organizzato in maniera informale e simpatica, mancavano solo pochi., sempre nei ricordi. E l’appello è stata compiuto in rigoroso ordine alfabetico (cognome e nome) quando il registro elettronico era ancora fantascienza.
La rimpatriata sulla scalinata interna del liceo; in prima fila, al centro, la preside Cristina Capra - foto Del Papa 
La rimpatriata sulla scalinata interna del liceo; in prima fila, al centro, la preside Cristina Capra - foto Del Papa