Lo scatto della logistica, «Ora patto enti-aziende»
L’obiettivo di lanciare Piacenza come sito di eccellenza, meno impatto, più lavoro buono. Ciciotti: «Non costruire, ma usare cosa c’è già».

Patrizia Soffientini
|2 mesi fa

La logistica della provincia di Piacenza è matura per il salto. Anzi, per un “patto” che serva a farne un settore di assoluta eccellenza, ad attrarre operatori, a costruire una governance di tutto il sistema provinciale diviso in cinque poli. Chi dovrebbe farne parte? Enti locali, Provincia, Regione Emilia Romagna, enti di formazione, imprese, sindacati.
A tirare le fila, nel pratico, della lunga mattinata dedicata alla presentazione dello studio sulla logistica proviciale, è il professor Enrico Ciciotti (Università Cattolica, Laboratorio di economia locale). I suo intervento finale è il punto di ricaduta di quattrocento pagine di analisi, straboccanti di dati orchestrati dalla Provincia di Piacenza, messi insieme da Cattolica, Fondazione Itl, Nomisma, Politecnico di Milano, Consorzio Poliedra.
Questo strumento, al quale aderisce subito il vicepresidente della Regione Emilia Romagna, Vincenzo Colla nelle sue riflessioni finali, dovrebbe avvalersi di un Comitato strategico, una struttura permanente di coordinamento co-finanziata dagli aderenti al patto, di una Unità di monitoraggio che pottrebbe allocarsi nell’Itl, avvalersi pure di un Logistic manager deputato ad occuparsi dei servizi (sociali, sanitari, abitativi).

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