Ricchetti, Xerra, Callegari: quando l'arte pubblica cade nel dimenticatoio
Redazione Online
|4 anni fa

La firma di Ricchetti si legge ancora, seppure annerita e seminascosta dalle zampe dell’agnello ritratto nel bassorilievo in terracotta che dal 1955 si impolvera su un edificio all’angolo fra via Alberoni e via Pozzo. Poco distante, sul muro cieco del palazzo di fronte all’angolo con via Crescio, i mille spigoli del grande quadro astratto in ferro battuto degli anni Sessanta, opera di Callegari, inizia a essere intaccato dalla ruggine, nonostante la vernice nera di protezione. È arte pubblica questa, dimenticata dal pubblico. Cosa accada poi, quando il progetto è compiuto e i nastri di inaugurazione sono tagliati lo si vede nel giardino di sculture di via Negri, realizzato una decina di anni fa da un progetto dell’amministrazione comunale e quotidianamente maltrattato dagli studenti o da chi lo frequenti. La topografia dell’arte pubblica nella nostra città è ricca, ma spesso finisce nel dimenticatoio: un po’ come accade alla colonna della Tagliata di via Emilia Parmense che arte pubblica non è, bensì unico reperto insieme alla “sorella” in via Farnesiana 96 della strategia militare a difesa della città e oggi diventata un immondezzaio, con la cancellata che la delimita rotta da mesi e dimenticata da tutti.
https://youtu.be/_umXRueSFyg
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