Lungo Po multilingue, tra griglia e zanzare. “Come migliorarlo? Pulizia e giochi”
Redazione Online
|3 anni fa

Pulizia, cura del verde, giochi per i bambini, aree picnic in ordine, bagni e trasporto pubblico. L’agenda per la riqualificazione del lungo Po è pronta. A dettarla sono gli immigrati che frequentano la zona, intervistati ai nostri microfoni.
“Ci troviamo bene qui sul fiume, però se vogliamo fare il bagno andiamo a Bobbio… In città il fiume è sporco e l’area verde andrebbe sistemata. L’amministrazione dovrebbe garantire più pulizia”, dice un ragazzo filippino, mentre addenta un panino con salamella, cipolla e salse indecifrabili. “Veniamo spesso a mangiare sul prato, ma non ci sono i bagni né abbastanza tavoli da picnic. La raccolta dell’immondizia non funziona”, aggiunge un altro connazionale. “La zona è splendida – interviene una donna filippina – oggi abbiamo organizzato una festa di compleanno. Cosa servirebbe qui? Beh, penso a giochi nuovi per i più piccoli, meno sterpaglie e i pullman verso il Po in ogni giorno della settimana”.
Insomma, un “libro dei sogni” scarno e semplice. Anche se, va detto, il buon esempio deve partire anzitutto da chi frequenta l’area. Troppo spesso – e non è una novità – il prato resta disseminato di bottiglie vuote, lattine di birra, piatti di plastica e altri rifiuti. “Noi puliamo sempre”, assicura un rumeno addetto alla griglia insieme a un amico, mentre le mogli chiacchierano sulle sedie portate da casa e i figli si rincorrono in mezzo alla vegetazione incolta.
IL LUNGOFIUME MULTILINGUE – Si parla tutto tranne che italiano. E la zona pare tutto tranne che dimenticata. Certo, i grandi assenti sono i piacentini: sul lungofiume cittadino non ce n’è traccia. Ma l’area verde – a dir poco malconcia – vive. Lo fa attraverso le feste serali, le grigliate e i ritrovi di famiglie straniere che ritengono il giardino in riva al Po “uno spazio bello e indisturbato”, o addirittura – come dice qualcuno – “un paradiso”. Eppure potrebbe migliorare, non c’è dubbio.
Intanto, in questa giornata dominata dal caldo estivo, la zona è divisa esattamente a metà: da una parte i filippini, dall’altra i rumeni. Una cinquantina di persone, almeno. Le auto sono posteggiate ovunque. In sottofondo, certi suoni sono inconfondibili: lo sfrigolare delle griglie, il vociare tipico delle feste all’aria aperta, le urla di alcuni bambini e la musica sparata dalle casse portatili. C’è persino chi arriva da altre città – Milano, Pavia, Cremona e Parma – per trascorrere un po’ di relax sul lungofiume di Piacenza.
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