Lascia il cane per curarsi, ora pronto ad aiutare i trovatelli
La storia del professor Alberto Bettinardi che per sottoporsi alle cure ha dovuto dare il proprio labrador Theo in adozione. Oggi sta meglio e lo vede in foto

Simona Segalini
|10 mesi fa

Il professor Alberto Bettinardi
Per curarsi da una malattia importante, e al tempo stesso per garantire un futuro sicuro al suo Theo - un labrador di 5 anni - ha deciso l’anno corso di darlo in adozione, vivendo solo. E adesso, che le foto del suo Theo gli arrivano sul cellulare ogni volta che ha voglia di vederlo, e che le forze un poco alla volta sono tornate, Alberto ha deciso: mettersi a disposizione del canile municipale di Piacenza come volontario per portare fuori i cani custoditi dalla struttura per passeggiata e piccole corse nei prati vicini al canile. Il professor Alberto Bettinardi, 70 anni, ex docente di economia aziendale (al Romagnosi e al Volta di Borgonovo) quel biondo cucciolo l’aveva acquistato per suo figlio, perché gli fosse d’aiuto in un momento particolare dell’esistenza. «L’avevo preso per mio figlio, ma dopo è diventato mio».
Sono due cuori e una capanna, Alberto e Theo, fino alla decisione straziante. Prima di quella decisione, il docente - oggi in pensione - si trova a fare i conti con una diagnosi importante. Gli si prospettano interventi, e cure impegnative. Un percorso che induce l’uomo a temere che non potrà più prendersi cura di quel cane così esuberante. «Mi sono consigliato con amici esperti, e loro, in maniera anche drastica, mi hanno esortato a fare in modo che di Theo fosse qualcun altro a prendersi cura». Talvolta l’amore, perché sopravviva, deve strapparsi il cuore, e lasciare che vada anche lontano da noi. Per il suo bene. «Sono stato fortunato - dice Alberto - ho trovato una splendida famiglia che se ne è presa cura, che lo ama. Mi mandano le foto che mi fanno compagnia. Ora fisicamente mi sono ripreso e mi sono chiesto se potevo essere utile al canile di Piacenza».
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