Il bianco più bianco delle star illumina la notte degli Oscar
Il "bridal white" domina la scena con Mia Goth ed Elle Fanning. Mescal e Elordi rilanciano il cravattino e il panciotto
Giulia Marzoli
|1 ora fa

Elle Fanning al Dolby Theatre di Los Angeles
La 98ª edizione degli Academy Awards ha trasformato il Dolby Theatre in un mix perfetto tra la storia della moda e le nuove tendenze. Il red carpet 2026 ha reso evidente come il prestigio di un abito stia nei dettagli e nella capacità di reinterpretare il passato con un tocco di audacia.
Il trend più forte è stato senza dubbio il Bridal White: un bianco ottico e pulitissimo ha dominato la scena, scelto da icone come Mia Goth ed Elle Fanning (splendida in un Givenchy molto leggero), caratterizzato da una semplicità solo apparente. Zendaya, in un Louis Vuitton asimmetrico, ha dimostrato come tagli strategici e uno spacco profondo possano rendere moderno un abito lineare.
Sulla stessa linea Emma Stone, che ha puntato tutto su una scollatura posteriore vertiginosa per dare carattere a una silhouette sobria, impreziosita da gioielli Repossi. La vera novità è stata la riscoperta della tournure (il bustle), quel volume posteriore tipico dell'Ottocento: Jonathan Anderson lo ha riportato in auge per Dior, eliminando però le vecchie strutture rigide. Al loro posto, il volume è creato con strati di organza, drappeggi e grandi fiocchi. È un richiamo al “New Look” del 1947, ma rivisto per oggi e applicato anche a capi di sartoria più strutturati. Oltre al bianco, le texture degli abiti hanno molto colpito.
Le piume hanno dato movimento ai look di Demi Moore (in Gucci verde smeraldo) e Teyana Taylor in Chanel, confermando la maison come una delle più eleganti della serata. Il legame tra cinema e moda è stato poi sigillato dal trionfo di Frankenstein di Guillermo del Toro, che ha vinto l'Oscar per i Migliori Costumi.
La costumista Kate Hawley ha creato abiti che raccontano i personaggi attraverso i tessuti: dai pizzi trattati allo zolfo di Mia Goth ai velluti “rovinati” di Jacob Elordi, un lavoro impeccabile che sta influenzando anche le collezioni di alta moda. Anche gli uomini quest’anno hanno osato di più. Timothée Chalamet ha scelto un bianco Givenchy dal taglio netto, dividendo le opinioni i fan, mentre Paul Mescal e Jacob Elordi hanno rilanciato classici come il cravattino e il panciotto.
Molto commentato il look di Pedro Pascal (Chanel), che ha rinunciato alla giacca per una linea più fluida. Degno di nota Auli'i Cravalho, che ha portato un tocco di Sardegna agli Oscar vestendo Antonio Marras. La sfilata è poi continuata agli After Party, dove la nostra Vittoria Ceretti ha scelto lo stile scultoreo di Alaïa, mentre Dua Lipa ha brillato in uno Schiaparelli Haute Couture con una cascata di catene metalliche e gioielli Bulgari. Al suo fianco, Callum Turner in grigio antracite ha chiuso con eleganza una delle notti più eleganti degli ultimi anni.
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