Faggio di montagna “pulitore” dell’aria e rifugio contro il caldo
Una pianta secolare è in grado di assorbire in un’ora 2,5 chilogrammi di anidride carbonica e liberare 1,7 chilogrammi di ossigeno
Dea De Angelis
|8 mesi fa

Una salamandra nel sottobosco (bagnato) di una foresta di faggio
Fuga dalla città, su per i colli piacentini. In queste ultime giornate di caldo-umido faticoso da sopportare molti piacentini hanno trovato conforto e rifugio lungo le aste dei corsi d’acqua: il fiume Trebbia, il torrente Nure o l’Arda ma anche visitando i rilievi a passeggio lungo sentieri di campagna o lungo sentieri nei boschi.
Per la raccolta delle castagne è presto, bisognerà attendere la fine dell’estate, ma nel sottobosco delle foreste di latifoglie è già tempo di caccia ai funghi porcini.
Un sottobosco in particolare si lascia attraversare come vivessimo in una favola. Libero da arbusti spinosi – i pungenti e graffianti rovi - la faggeta nasconde segreti naturalistici sotto le foglie cadute nelle precedenti stagioni. Non solo pregiati funghi porcini ma dopo le piogge – i temporali a onore di cronaca – che hanno rinfrescato aria e suolo, spuntano tra le foglie e le radici degli alberi meravigliosi animali.
La “salamandra pezzata” per esempio, anfibio protetto dalla pelle nera pezzata con macchie gialle, si nasconde all’umido delle foglie al suolo del sottobosco. La faggeta è un bosco tipico dei rilievi piacentini nella fascia vegetazionale oltre i mille metri di quota. Boschi di faggio sono raggiungibili in Val tidone (Giardino Alpino di Pietra Corva), in val nure (Lago Nero), in Valdarda (Monte Menegosa e Monte Lama) o in Alta Valtrebbia. Lì si trova aria buona di montagna perché a dominare sono gli alberi e non le auto (parcheggiate o in movimento) su asfalto rovente. Il faggio è un albero meraviglioso, capace di “pulire” un volume d’aria enorme.
Un faggio secolare – pensate - è in grado di assorbire in un’ora 2,5 chilogrammi di anidride carbonica e liberare 1,7 chilogrammi di ossigeno, quantità equivalente al fabbisogno di dieci persone. Se per diverse ragioni vi è impedito raggiungere le vicine foreste di latifoglie dei colli piacentini e siete costretti a restare in città potete sempre ripararvi dal caldo torrido all’ombra – per esempio - del faggio pendulo. Presenza diffusa nei parchi e nei giardini facilmente come esemplare isolato, viene utilizzato a scopo ornamentale per il suo portamento maestoso e i rami lunghi e ricadenti
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