"Desertificazione commerciale a Piacenza": in dieci anni chiusi 300 negozi
Redazione Online
|1 anno fa


Dove c’è un parcheggio, c’è un negozio. Almeno a Piacenza. Lo sostiene il direttore di Confcommercio Gianluca Barbieri, ma anche il collega di Confesercenti Fabrizio Samuelli tracciando una mappa del commercio cittadino fra zone popolate e desertificate. Non a caso proprio Samuelli parla in più di un’occasione di “desertificazione commerciale”, sottolineando come – dati della Camera di commercio dell’Emilia alla mano – in dieci anni nel territorio ben 300 negozi hanno definitivamente abbassato la saracinesca.

L’elenco dei “cadaveri eccellenti” della toponomastica commerciale cittadina è presto fatto: corso Garibaldi, via Sant’Antonino, via Scalabrini e la Galleria della Borsa sono nella top ten delle “strade in agonia” come le definisce Barbieri. “Anche alcuni tratti di via Cavour e di via Calzolai si stanno impoverendo commercialmente – spiega – su quartiere Roma c’è un discorso di degrado che va oltre la desertificazione: un discorso a cui i pochissimi commercianti rimasti cercano di porre freno con le loro forze, ma non è facile”.

Il caso piazza Cittadella
“Dove c’è un parcheggio vicino, è più facile che un’attività possa resistere” rimarca Barbieri. La conferma sembra arrivare anche dall’area nord della città: “È compromessa dalla temporanea diminuzione dei parcheggi dovuta anche al cantiere di piazza Cittadella – fa presente Samuelli – non vogliamo fare polemiche, ma occorre avere delle risposte perché il cantiere è ancora fermo, i parcheggi si sono ridotti e le conseguenze si ripercuotono su tutta la zona, non solo su una piazza”.

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