Sculture e dipinti in vetrina: al via "Zigzag art", l'iniziativa per ridare vita ai negozi sfitti
Redazione Online
|3 anni fa

Là, in via Roma, dove c’era un pollivendolo oggi ci sono le sculture di Marco Belloni e Marina Cesena. Là, in via XX Settembre, dove fino a qualche mese fa una catena vendeva abbigliamento oggi fanno bella mostra di sé i lavori artistici di Gianfranco Rossi, Franca Franchi, Maria Grazia Soldati, Michele Groppi, Tiziana Benzi e Stefano Cornilli. È “Zigzag art. Arte a prendere”, la nuova iniziativa pensata dal Comune di Piacenza per ridare vita a 25 negozi sfitti del centro: in pratica per tutto il periodo natalizio alcuni negozi sfitti tireranno su le serrande e resteranno illuminate per mostrare dipinti, sculture e installazioni artistiche. A connotare le vetrine interessate sarà una vetrofania realizzata ad hoc. L’iniziativa è stata presentata in municipio dagli assessori Adriana Fantini, Simone Fornasari e Christian Fiazza, oltre che dai direttori di Unione Commercianti e Confesercenti Gianluca Barbieri e Fabrizio Samuelli, oltre che da Anna Lusa di Iscom Group e Eugenia Maserati di “Vita in centro a Piacenza”.
Da parte degli assessori, oltre alla soddisfazione, è stata espressa la volontà di dare continuità all’iniziativa. Iniziativa che ad oggi coinvolge alcuni negozi in via Roma, via Calzolai, largo Matteotti, via Cavour, via San Giovanni, via XX Settembre e via Felice Frasi.
“L’auspicio di questo progetto è che questi spazi ritornino alla loro vocazione primaria – ammettono Barbieri e Samuelli – ma certo un ruolo importante lo hanno anche i consumatori: acquistare nei negozi della città rappresenta un modo per non far morire il commercio locale e di conseguenza per non far morire la città”.
Da parte degli assessori, oltre alla soddisfazione, è stata espressa la volontà di dare continuità all’iniziativa. Iniziativa che ad oggi coinvolge alcuni negozi in via Roma, via Calzolai, largo Matteotti, via Cavour, via San Giovanni, via XX Settembre e via Felice Frasi.
“L’auspicio di questo progetto è che questi spazi ritornino alla loro vocazione primaria – ammettono Barbieri e Samuelli – ma certo un ruolo importante lo hanno anche i consumatori: acquistare nei negozi della città rappresenta un modo per non far morire il commercio locale e di conseguenza per non far morire la città”.
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