Gemellaggio Vernasca-Alberobello in nome dei briganti
Novecento chilometri di distanza tra i due paesi azzerati all’Antica Pieve di Vernasca dalla stessa storia e dalla voglia di lavorare intorno alle tradizioni
Federica Duani
|1 anno fa

È un atto simbolico, una firma che auspica legami di stretta fraternità: “La Notte dei Briganti” di Vernasca e quella di Alberobello sono gemellate da sabato 7 giugno. Novecento chilometri di distanza tra i due paesi, azzerati all’Antica Pieve di Vernasca dalla stessa storia e la medesima voglia di lavorare intorno alle tradizioni. In questo caso, quella del brigantaggio: si tramanda che «a Vigoleno l’attività di brigantaggio fu semplice, eppure di opposizione all’invasione di Napoleone in Italia – dice il sindaco di Vernasca Gian Luigi Molinari – . Una reazione territoriale».
La stessa che, in Puglia, delinea «una storia locale e, al contempo, di tutto il meridione e dell’Italia: nel 1861 l’unità portò alla Nazione, ma anche ad un processo non sempre assimilato e alla questione meridionale, da lì il brigantaggio», fa eco Luca De Felice, consigliere di Alberobello e fondatore di Sylva Tour and Didactics, associazione organizzatrice de “La Notte dei Briganti” pugliese dal 2007.
Con De Felice ci sono otto compaesani, per loro la tappa al Castello di Vigoleno non è mancata. Poi scambio di magliette, trulli in miniatura e piatti per orecchiette. Vernasca e Alberobello sono legate anche da un passato di emigrazione, ma anche dall’ «entusiasmo, apertura mentale, immediatezza dell’ospitalità reciproca. Sono orgogliosissimo di questo gemellaggio», conclude Molinari.
Gli articoli più letti della settimana
1.
A luglio taglio del nastro per il grande magazzino di prodotti per la casa
2.
Violento temporale sull'Appennino: 38 mm di pioggia a Ottone, grandine a Borgotaro. VIDEO
3.
Insegnante piacentino in Kenya con le figlie: il viaggio solidale di Gianluca Sebastiani
4.
La Farnesina in campo per risolvere il caso di Sonia Bottacchiari e dei due figli scomparsi

