Un ospite raro nel frutteto di Santa Maria di Campagna
Gli introvabili Peppermint Peach tree in fiore nel giardino custodito da Cosmonauti, grazie alla passione e alla tenacia di Gianluca Ronda, piacentino trapiantato a Londra
Redazione Online
|10 mesi fa

C'è un ospite molto raro nel frutteto degli orti di Santa Maria di Campagna, giunto a Piacenza dopo una ricerca lunga decenni: il nome è Peppermint Peach tree, pianta chimera “naturale” caratterizzata dalla convivenza di geni differenti, che danno vita a fiori screziati di diversi colori dallo stesso ramo.
La ricerca è stata condotta da Gianluca Ronda - piacentino trapiantato da anni a Londra dove lavora come manager di un ristorante - e accolta da Cosmonauti, associazione che custodisce e valorizza l’area verde cittadina di via Tramello.
La ricerca è stata condotta da Gianluca Ronda - piacentino trapiantato da anni a Londra dove lavora come manager di un ristorante - e accolta da Cosmonauti, associazione che custodisce e valorizza l’area verde cittadina di via Tramello.
Una varietà sconosciuta ai più e che Ronda ha incontrato per la prima volta 25 anni fa: «Stavo girando in auto a San Prospero, nelle campagne del modenese, quando ho visto questa pianta bellissima, con fiori di tutti i colori. Io ho frequentato l’istituto agrario e ho subito capito che si trattava di qualcosa di diverso». Ne raccoglie un rametto e tornato a Piacenza inizia i numerosi tentativi di innesto - andati a vuoto - e di raccolta informazioni: «Ho scritto anche ad alcuni docenti universitari, ma neppure loro riuscivano a spiegarmi che pianta fosse. Poi sono partito per Londra e facendo delle ricerche in inglese sono riuscito a scoprire che si trattava di un Peppermint Peach Tree, pesco che viene coltivato in alcune zone dell’America, anche se neppure lì e facile trovarlo e non è comunque possibile farselo spedire, per le varie regole in vigore. Mi è sempre rimasto il desiderio di tramandare la genetica di questa pianta per salvaguardarla e durante la pandemia ho scritto al vicesindaco di San Prospero, che mi ha messo in contatto con il proprietario del pesco; è stato poi lui a spiegarmi che era stato donato a sua zia da un contadino che lo aveva definito “un pesco selvatico”».
A quel punto Ronda contatta Cosmonauti: «Un mio famigliare aveva frequentato un loro corso di potatura; ho mandato una mail all’associazione per chiedere un aiuto per l’innesto e sono stati così “folli” da assecondarmi». Da lì, con il coinvolgimento dei soci, parte la procedura di raccolta delle marze dalla pianta madre di San Prospero, la loro conservazione e l’incontro con Mauro Carboni, esperto di Equa Biodiversità che collabora con Cosmonauti.
Quattro i peppermint germogliati, di cui due ora possono essere ammirati nell’area verde di Santa Maria di Campagna, come ha fatto nei giorni scorsi Ronda, in visita a Piacenza. Ad accoglierlo Giulio Merli, socio fondatore di Cosmonauti, che ha donato a Ronda un acquerello del peppermint in fiore, realizzato dall’artista Elena Bolledi, ricevendo in cambio un’altra pianta chimera da aggiungere all’orto: un Maggiociondolo di Adamo che dà vita a fiori a grappoli viola e a grappoli gialli. «Avere a disposizione in centro città un luogo come questo è straordinario, pensando anche alle iniziative che Cosmonauti organizza qui per la popolazione e per le persone con disabilità - conclude Ronda -; vorrei che si trasformasse in un vero e proprio giardino delle meraviglie, ancora più ricco di piante rare; un luogo unico per bellezza, che possa continuare anche ad educare».
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