Donata una carrozzina verticalizzante a Unità spinale e Gracer
L’acquisto è stato reso possibile dall’associazione Para Tetraplegici di Piacenza, dalla generosità dei fratelli Walter e Cecilia Gobbi, e dalla cena benefica
Donata Meneghelli
|3 ore fa

Potersi guardare negli occhi con una persona in piedi. Poter afferrare oggetti disposti in alto. Semplici gesti che una persona seduta in carrozzina non può più compiere. Ma con una carrozzina elettrica particolare, che consente - tra le altre azioni - la verticalizzazione del paziente, questi gesti divengono possibili e alla persona viene restituita funzionalità e dignità.
La carrozzina è stata donata ieri al polo riabilitativo di Fiorenzuola dall’associazione Para-Tetraplegici di Piacenza. E la consegna si è trasformata in una nuova occasione per trovarsi: famiglie, degenti nel polo, soci e benefattori, insieme agli operatori sanitari: medici, infermieri, terapisti, Oss.
La carrozzina è stata donata ieri al polo riabilitativo di Fiorenzuola dall’associazione Para-Tetraplegici di Piacenza. E la consegna si è trasformata in una nuova occasione per trovarsi: famiglie, degenti nel polo, soci e benefattori, insieme agli operatori sanitari: medici, infermieri, terapisti, Oss.
Il dispositivo medico di assistenza è concepito per prevenire complicanze circolatorie e problematiche dell’apparato muscolo-scheletrico, oltre ad essere uno strumento in grado di restituire autonomia, sicurezza e qualità della vita.
Si chiama tecnicamente carrozzina 18,68E Hi-Lo verticalizzante Vassilli. L’acquisto è stato reso possibile dall’associazione Para Tetraplegici di Piacenza, rappresentata dalla presidente Rossella Titimoli; dalla generosa donazione dei fratelli Walter e Cecilia Gobbi, dall’impegno di Walter Bulla che aveva organizzato una cena benefica. La generosità del territorio è stata tale (un contributo è arrivato anche dall’associazione William Bottigelli) che sono state messe da parte risorse per un altro ausilio – una bilancia che pesa la persona su carrozzina – che sarà presto ufficialmente consegnata all’Unità spinale e Gracer sempre del polo riabilitativo di Fiorenzuola.
Si chiama tecnicamente carrozzina 18,68E Hi-Lo verticalizzante Vassilli. L’acquisto è stato reso possibile dall’associazione Para Tetraplegici di Piacenza, rappresentata dalla presidente Rossella Titimoli; dalla generosa donazione dei fratelli Walter e Cecilia Gobbi, dall’impegno di Walter Bulla che aveva organizzato una cena benefica. La generosità del territorio è stata tale (un contributo è arrivato anche dall’associazione William Bottigelli) che sono state messe da parte risorse per un altro ausilio – una bilancia che pesa la persona su carrozzina – che sarà presto ufficialmente consegnata all’Unità spinale e Gracer sempre del polo riabilitativo di Fiorenzuola.
Qui ieri, ancora una volta, «sono stati abbattuti i muri» tra ospedale e territorio per usare le parole del direttore generale Ausl Paola Bardasi, intervenuta ieri nella sala polivalente dell’ospedale della Valdarda, insieme al direttore sanitario dell’Azienda Andrea Magnacavallo, alla direttrice del distretto di Levante Evelina Cattadori, alla dottoressa Elisa Anselmi, nominata di recente responsabile medico dello stabilimento ospedaliero di Fiorenzuola, del dottor Roberto Antenucci, direttore dell’Unità spinale, del direttore della medicina riabilitativa Andrea Pasquini. del dirigente delle professioni sanitarie Vittorio Casati, della vicesindaco di Fiorenzuola Paola Pizzelli,
«Il dipartimento di Riabilitazione – ha sottolineato Bardasi evidenziando il valore strategico dell’iniziativa - riunisce tutte le unità operative impegnate nella prevenzione, nel trattamento e nel recupero delle disabilità conseguenti a patologie acute e croniche. Donazioni come questa non rappresentano soltanto un arricchimento tecnologico, ma costituiscono un tassello concreto nel rafforzamento della qualità assistenziale».
«Il contesto in cui questa donazione si inserisce è quello del Polo riabilitativo dell’Emilia Nord – ha aggiunto la Cattadori - struttura a carattere interprovinciale che dal 2021 svolge la funzione di hub regionale per le gravi patologie spinali. Parliamo di un complesso di oltre 7mila metri quadrati articolato su quattro livelli, con sei palestre e due piscine dedicate alle diverse aree della riabilitazione: intensiva, ortopedica, respiratoria, oltre naturalmente all’Unità spinale e Gracer.. L’incremento del parco ausili, con le due unità posturali tronco-bacino e la carrozzina verticalizzante, rafforza ulteriormente la nostra capacità di offrire ai pazienti percorsi riabilitativi avanzati e personalizzati».
Dal punto di vista clinico – come spiegato dalla terapista Giulia Mancini - la carrozzina 18,68E Hi-Lo offre una solida piattaforma per la mobilità e consente la verticalizzazione assistita del paziente in condizioni di sicurezza. La possibilità di raggiungere la stazione eretta favorisce la prevenzione delle lesioni da pressione, migliora la circolazione sanguigna, contrasta rigidità muscolari e contribuisce al mantenimento dell’equilibrio dell’apparato muscolo-scheletrico.».
«Per i terapisti occupazionali dell’Unità spinale questo strumento assume un valore determinante – sottolinea Roberto Antenucci – perché ci permette di individuare soluzioni realmente calibrate sulle esigenze di ciascun paziente. La nostra missione, come sempre, è quella di prenderci cura della persona nella sua complessità quindi nel corpo e nelle emozioni a trecentosessanta gradi».








