Ex Enel, la Soprintendenza: "Il museo non si può fare"
Redazione Online
|10 anni fa

Il soprintendente per l’Archeologia Luigi Malnati ha incontrato i rappresentanti del Gruppo d’opinione Palazzo ex Enel che chiede di valorizzare i reperti archeologici rinvenuti nel 1981, interrati e protetti da una soletta di cemento armato. Malnati, si legge in una nota “ha chiarito l’assoluta trasparenza, coerenza e legittimità delle procedure seguite dalla Soprintendenza”.
È stato spiegato dal soprintendente che la trasformazione dei manufatti in sito musealizzato e fruibile dal pubblico non è praticabile per ragioni di conservazione, opportunità e utilità.
La Soprintendenza ha avanzato proposte per la città di Piacenza che riguardano l’elaborazione di una carta delle potenzialità archeologiche (analoga a quella redatta a Modena o Cesena) in grado di mappare e valutare previsionalmente i depositi archeologici presenti in area urbana, l’allestimento e apertura al pubblico delle sezioni dedicate all’Età del Ferro e periodo romano della città all’interno del Museo Civico Archeologico e l’analisi non distruttiva, effettuata con georadar e altri strumenti, di altri tratti di mura romane in una o più aree libere da edifici.
La Soprintendenza ha avanzato proposte per la città di Piacenza che riguardano l’elaborazione di una carta delle potenzialità archeologiche (analoga a quella redatta a Modena o Cesena) in grado di mappare e valutare previsionalmente i depositi archeologici presenti in area urbana, l’allestimento e apertura al pubblico delle sezioni dedicate all’Età del Ferro e periodo romano della città all’interno del Museo Civico Archeologico e l’analisi non distruttiva, effettuata con georadar e altri strumenti, di altri tratti di mura romane in una o più aree libere da edifici.
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