Palazzo Enel, cittadini al contrattacco: "Su quale base si è detto no al museo?"
Redazione Online
|11 anni fa

Continua a far discutere la riqualificazione dell’ex Palazzo Enel. Dopo la nota ufficiale diramata dalla Soprintendenza di Bologna, in cui è stato scritto nero su bianco che “non si realizzerà un museo con i reperti archeologici presenti nell’area”, è arrivata la risposta del gruppo d’opinione che da mesi contesta il progetto: “La Soprintendenza non è sicura di avere la documentazione riguardante il solettone costruito sopra i reperti archeologici nel ’81 e non ha effettuato un sopralluogo sul posto, ma si è basata su di una documentazione fotografica – ha detto l’architetto Manrico Bissi – a questo punto ci chiediamo su quale base abbia deciso che quel solettone va bene così. E poi – hanno aggiunto – come si fa a pensare di conservare dei reperti per le future generazioni rendendoli invisibili al pubblico? Ed è stato fatto davvero tutto il possibile per reperire i fondi necessari alla valorizzazione dei reperti?”.
I cittadini lanciano quindi una contro-proposta: “Si potrebbe ancora realizzare un cunicolo che porti ai reperti. D’altronde sappiamo che il solettone è stato realizzato ad un metro di altezza dai reperti – ha affermato Stefano Benedetti – e che i reperti sono alti tra i tre e i quattro metri. Non dimentichiamoci, poi, che vi sono reperti anche sotto l’area Camuzzi. Tutto il comparto rischia di essere rovinato”.

Gli articoli più letti della settimana
1.
Polignano, fotovoltaico con sei milioni di api. Il sindaco: «Temo per la sicurezza»
2.
Per Luigi e la moglie l'ombra dello sfratto: «In questa casa c'è tutta la nostra vita»
3.
Ponte dell'Olio, pallini di piombo sui fedeli durante la messa al cimitero
4.
L'eurodeputata Salis querela per diffamazione un piacentino

