Palazzo Enel, cittadini al contrattacco: "Su quale base si è detto no al museo?"
Redazione Online
|10 anni fa

Continua a far discutere la riqualificazione dell’ex Palazzo Enel. Dopo la nota ufficiale diramata dalla Soprintendenza di Bologna, in cui è stato scritto nero su bianco che “non si realizzerà un museo con i reperti archeologici presenti nell’area”, è arrivata la risposta del gruppo d’opinione che da mesi contesta il progetto: “La Soprintendenza non è sicura di avere la documentazione riguardante il solettone costruito sopra i reperti archeologici nel ’81 e non ha effettuato un sopralluogo sul posto, ma si è basata su di una documentazione fotografica – ha detto l’architetto Manrico Bissi – a questo punto ci chiediamo su quale base abbia deciso che quel solettone va bene così. E poi – hanno aggiunto – come si fa a pensare di conservare dei reperti per le future generazioni rendendoli invisibili al pubblico? Ed è stato fatto davvero tutto il possibile per reperire i fondi necessari alla valorizzazione dei reperti?”.
I cittadini lanciano quindi una contro-proposta: “Si potrebbe ancora realizzare un cunicolo che porti ai reperti. D’altronde sappiamo che il solettone è stato realizzato ad un metro di altezza dai reperti – ha affermato Stefano Benedetti – e che i reperti sono alti tra i tre e i quattro metri. Non dimentichiamoci, poi, che vi sono reperti anche sotto l’area Camuzzi. Tutto il comparto rischia di essere rovinato”.

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