Scuola, ecco i presidi reggenti. "Ma si inizia senza organico adeguato"
Redazione Online
|3 anni fa

Non c’è solo Roberta Gulieri a diventare preside titolare all’istituto comprensivo di Carpaneto, tra i 30 nuovi dirigenti scolastici in graduatoria nel concorso nazionale e assegnati all’Emilia-Romagna. Nelle ultime ore è arrivata per surroga dalle Marche anche la nuova preside dell’istituto comprensivo fiorenzuolano, Isabella Spurio.
Nelle altre sedi vacanti arrivano i presidi reggenti, non titolari. A Castelsangiovanni Ludovico Silvestri; al settimo circolo Carla Busconi; all’istituto omnicomprensivo di Bobbio torna Teresa Andena; alla Calvino ci sarà Adriana Santoro; a Cortemaggiore resta il preside Antonino Candela (che aveva fatto lui stesso richiesta di trasferimento, accolta, in un istituto di Parma, dove sarà titolare); a Podenzano resta Giorgia Antaldi, da quest’anno anche preside a Rivergaro-Gossolengo; al quarto circolo Simona Favari; a Castellarquato Simona Camisa.
Su 30 candidati utilmente collocati nella graduatoria dell’ultimo concorso nazionale, conclusosi nel 2019, e assegnati all’Emilia-Romagna, sei provengono dall’Emilia-Romagna, 24 da altre regioni. Solo due su 30 – Gulieri e Spurio – arrivano a Piacenza.
Spiega il vicedirettore generale dell’Ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna, Bruno Di Palma: “Abbiamo garantito a ciascuna scuola della nostra regione di beneficiare, già a partire dal primo settembre, di una guida certa a presidio dei numerosi adempimenti connessi all’avvio dell’anno scolastico”.
Il sindacato in realtà parla di ritardo allarmante, che si estende anche ai docenti, al personale Ata: “Si inizia una scuola senza numeri di personale adeguati, senza amministrativi, senza bidelli, senza segretari, senza più personale Covid, è stata un’estate logorante per i precari, non c’è una strada”, sbotta Giovanni Zavattoni della Cgil.
Anche Paola Votto di Cisl parla apertamente di situazione drammatica: “Le graduatorie dei docenti sono state pubblicate tre volte, ci sono ancora errori di valutazione. Siamo i messi peggio in regione, mentre noi continuiamo a chiedere attenzione, equa distribuzione. Ma non ce n’è traccia”.
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