Ponte Lenzino, le sponde sono finalmente unite
Anas assicura che l'opera sarà pronta entro l'estate

Elisa Malacalza
|5 ore fa

Non chiamatelo semplicemente ponte. Il Lenzino, per la Val Trebbia, è diventato il simbolo di un crollo annunciato e di una ferita ancora aperta. Quel 3 ottobre 2020, in pieno anno del Covid, il vecchio viadotto in territorio di Corte Brugnatella si sbriciolò nel Trebbia dividendo improvvisamente le comunità di Cerignale, Rovaiola e Marsaglia. Per mesi la valle rimase spezzata in due, fino all’arrivo del ponte Bailey provvisorio, struttura d’acciaio costata circa cinque milioni di euro.
Ora però il nuovo ponte è quasi realtà. L’infrastruttura definitiva, lunga 180 metri e costata 36 milioni di euro, è ormai visibile in tutta la sua imponenza: le due sponde si sono ricongiunte e il tracciato, completamente diverso dal precedente, punta a garantire maggiore sicurezza.
Cinque campate, piloni elicoidali e un percorso rettilineo nato anche per superare i problemi legati alla frana di Carisasca, indicata tra le cause del collasso del vecchio manufatto.
I lavori, avviati nel 2023, hanno subito rallentamenti per le piene del Trebbia e per il ritrovamento di ordigni bellici, ma Anas assicura che l’opera sarà pronta entro l’estate. Nel frattempo sono stati messi in sicurezza i versanti, demoliti quasi tutti i resti del vecchio ponte e predisposto anche un futuro attraversamento ciclopedonale.
Leggi anche
- Ponte Lenzino, il mistero dei giunti mai realizzati
- Crollo ponte Lenzino, prosciolti i tre progettisti di Anas
- Crollo di Ponte Lenzino, la Procura fa un passo indietro
- Ponte Lenzino, dopo il crollo la frana si sposta di 17 millimetri all'anno
- Lenzino, il cantiere del nuovo ponte “galoppa”
- Nuovo ponte Lenzino da oltre 30 milioni, ecco il primo pilone: è fatto a "elica"
- Il nuovo Ponte Lenzino si fa strada con la dinamite: sbancata parte di montagna
- Crollo ponte Lenzino, in arrivo un nuovo bando per chi ha subito danni





