L'ora di religione, perso l'11% di studenti nell'ultimo decennio
Un calo imputabile a vari fattori ma inquadrabile, secondo l’opinione degli addetti ai lavori, a un contesto sociale e culturale diffuso.

Simona Segalini
|2 mesi fa

La sfida che attende al varco gli insegnanti di religione - sono 130 a Piacenza, dalla primaria alle superiori - si racconta in due parole: formazione (di sé) e ascolto (degli altri). Solo lavorando assiduamente su se stessi e sulle relazioni sarà possibile provare a immaginare per la scuola del futuro un’inversione di rotta, che tuttavia risulta tracciata da una complessità di fattori in cui l’elemento umano è soltanto uno dei fattori: in dieci anni, nelle scuole della provincia di Piacenza, gli studenti di tutti gli ordini e gradi che hanno scelto di non seguire l’ora di religione cattolica sono passati dall’83% del 2015-16 al 72% dell’anno scolastico 2024-25 appena concluso.
Un secco 11 per cento in meno, imputabile a vari fattori ma inquadrabile, secondo l’opinione degli stessi addetti ai lavori, a un contesto sociale e culturale diffuso. E’ dal 1986 che l’ora di religione cattolica non è più obbligatoria. Nel corso degli anni quel 100 per cento delle origini ha subìto una progressiva erosione. Non è un’ora di catechesi in aula, questo lo chiariscono a lettere maiuscole gli insegnanti. Anzi, in quei 60 minuti si parla di Cattolicesimo, ma anche delle altre religioni. Prevale l’aspetto culturale, su tutto. Si parla di attualità, ci si interroga sulle relazioni.
Messaggio passato a diversi alunni di nazionalità non italiana (non tutti, una minoranza significativa sì) che nelle scuole di Piacenza hanno optato per l’ora di religione, pur essendo di fede differente (prevalentemente musulmana).
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