Amarezza tra i piacentini per le chiusure: "Dopo un anno si torna al punto di partenza"
Redazione Online
|4 anni fa

Una zona rossa indigesta per tanti piacentini, in particolare i titolari delle attività commerciali “non essenziali”: quelle che da lunedì, con la stretta alle restrizioni anti-Covid, resteranno chiuse. “È una limitazione tremenda – commenta l’esercente Alberta Cravedi – dopo un anno dallo scoppio della pandemia, di certo, non mi aspettavo di tornare al punto di partenza”. Dal 15 marzo, infatti, anche Piacenza si troverà in zona rossa: chiusi i negozi di piccole e grandi dimensioni, parrucchieri, barbieri e centri estetici, fatta eccezione per i punti vendita ritenuti di primaria importanza (in primis, ovviamente, i generi alimentari). “C’è un po’ di incertezza sulle attività essenziali che potranno restare aperte – interviene la commerciante Simona Calderoni – il mio negozio d’abbigliamento dovrà abbassare la saracinesca, purtroppo in un periodo importante, con la collezione primaverile e la Pasqua alle porte”. Secondo l’esercente Asma Ayari, l’ingresso di Piacenza (insieme a tutta l’Emilia-Romagna) in zona rossa “è incomprensibile e comporta un danno economico incalcolabile”.
STOP AL MERCATO – Anche il mercato settimanale sarà bloccato, tranne i banchi alimentari che proseguiranno la propria attività in piazza Cavalli: “È l’ennesima batosta per il nostro settore – dice l’ambulante Camilla Paraboschi – l’auspicio è che questa chiusura serva quantomeno ad accelerare le vaccinazioni, verso una ripresa finalmente definitiva”. Un passante sul mercato, invece, commenta: “Giusto così, bisogna salvaguardare la salute pubblica”.
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