Vittima del figlio violento si rifugia in chiesa. Il parroco la accoglie e chiama il 113
Redazione Online
|2 anni fa

Sono le 17.30. Un urlo, due, tre. Un uomo. Una donna, di oltre 70 anni, piange. È un pianto di terrore. Ancora una scarica di altre urla. La donna non può fare altro che provare a uscire da quella casa per non sentire quell’orrore: non sa forse da chi andare, non sa cosa fare, è in ciabatte, com’era in casa, lei è una piacentina nata e cresciuta qui, non vorrebbe mostrarsi tanto fragile, ha disperato bisogno di cura, di aiuto. La chiesa distante qualche passo è aperta. Accelera il passo, ha paura lui la raggiunga, ancora. Entra nella casa di Dio e sembra ancora più indifesa, smarrita. Il sacerdote – di cui non riferiamo le generalità a tutela della vittima – la accoglie, mette al riparo i cresimandi in ritiro quel giorno in parrocchia, e chiama subito i Carabinieri di Rivergaro, che intervengono in pochi attimi con tre pattuglie guidate dal luogotenente Roberto Guasco.
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