118, Cri e Anpas, San Silvestro di lavoro. "Ora tutti in fila per il vaccino". FOTO
Redazione Online
|5 anni fa


Una notte di San Silvestro a dir poco particolare quella che Piacenza sta vivendo, così come per tutte le città italiane. Città deserta, provincia pure. Il tutto nonostante i divieti, gli immancabili ma più timidi botti che hanno salutato l’addio al 2020. Una sorta di liberazione visto quanto riservato dagli ultimi 12 mesi al nostro territorio che ha pagato, e sta ancora pagando, un prezzo salatissimo in termini di vittime provocate dal virus.
Sarà ricordato a lungo il 2020 da chi anche questa notte è protagonista al Guglielmo da Saliceto, così come in tutte le strutture ospedaliere della provincia. Al pronto soccorso cittadino, le strisce delle bianche tute anti-Covid sfrecciano rapide, gli occhi di medici, infermieri e operatori non sono sembrati differenti da quelli del giorni precedenti: sguardo stanco ma fiero in un ritmo che da mesi tiene a pieno regime i motori di uomini e donne che abbiamo chiamato eroi ma dei quali troppo in fretta abbiamo scordato gesta e immagini simbolo.
“L’impegno è notevole anche nella notte del Capodanno con diversi pazienti Covid da trattare – ha spiegato il medico Ausl Davide Bastoni -. Non è ancora il momento per abbassare la guardia ed è necessario mettersi tutti in coda per vaccinarsi, questa è la speranza per il 2021. L’immagine che mi porto dentro dell’anno appena trascorso è rappresentata da una coppia di 70enni affetti da Coronavirus che siamo riusciti a dimettere simultaneamente dopo essere entrati insieme nell’ospedale. Un segno di speranza: anche di questo c’è bisogno”.
E poi Anpas e Croce Rossa, altre certezze della nostra terra. Anche in tempi di difficoltà estreme.
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