Orsini e l’attentato fallito a Napoleone III Sarmato dimentica la lapide censurata
Il patriota bombarolo ghigliottinato a Parigi aveva dormito in paese e 130 anni fa gli era stata dedicata una targa, poi in parte coperta
Cristian Brusamonti
|2 mesi fa

La sedia sulla quale aveva riposato Felice Orsini - © Libertà/Cristian Brusamonti
Dopo aver respirato l’aria di Sarmato ed essere fuggito in Francia, si mise in testa di uccidere l’imperatore Napoleone III a furia di bombe. Ma il suo proposito finì con una inutile strage di civili, mentre l’imperatore uscì illeso dall’attentato. Esattamente 170 anni fa, due anni prima di quel fatto e della conseguente decapitazione, il mazziniano Felice Orsini passò la notte a Sarmato dopo essere fuggito rocambolescamente dal carcere di Mantova. E in questi giorni - il 15 giugno - si ricordano i 130 anni dell’inaugurazione della lapide celebrativa che ricorda quell’evento in località Sacchello Vecchio: un anniversario passato nel disinteresse generale mentre la lapide, ospitata sul muro di un’abitazione privata, meriterebbe di essere sistemata e meglio valorizzata.
Nonostante la storia sia nota, a Sarmato la lapide dedicata al patriota bombarolo Orsini resta sistematicamente esclusa dai percorsi turistici e culturali.




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