Traffico di batterie: sei nomadi piacentini accusati di smaltimento di rifiuti tossici
Redazione Online
|3 anni fa


Nove persone, fra cui un gruppo di sei nomadi piacentini, domiciliati in Vald’Arda, sono state accusate di aver illecitamente svolto un’attività di raccolta e smaltimento rifiuti eco tossici (batterie al piombo esauste ) per circa 5mila tonnellate. Un giro di raccolta che avrebbe fruttato loro in modo illegale 5 milioni di euro. Le batterie esauste in attesa di essere rivendute ad un paio di imprenditori bresciani e a un loro dipendente (accusati di ricettazione) sarebbero state stoccate in campi nomadi del piacentino e di altre province. I fatti contestati ai nomadi sono avvenuti a partire dal 2017. Delle indagini del caso si sono occupati i carabinieri forestali delle stazioni di Vobarno e Marcheno nel bresciano, con il supporto dei carabinieri del Nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale di Piacenza.
Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore Roberta Panico della Direzione Distrettuale antimafia di Bresicia. La notizia è stata resa nota ieri in un comunicato. Le indagini cominciate nel 2020, per quanto riguarda la parte piacentina hanno consentito di individuare sei nomadi residenti in Vald’Arda e titolari di altrettante imprese fittizie formalmente impegnate nel settore dell’autotrasporto e del commercio di veicoli. Tali batterie sarebbero state piazzate in vari campi nomadi di numerose località delle province di Piacenza, Parma, Brescia, Beramo, Milano, Monza, Brianza, Cremona, Varese, Pavia, La Spezia, Massa Carrara, Lucca e Pisa.
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