Scia luminosa nel cielo sopra Piacenza. Alieni? No, sono i satelliti di Elon Musk
Redazione Online
|3 anni fa

Alieni? Una nuova costellazione ? Un treno spaziale? Tante le ipotesi e le curiosità che hanno colpito le decine di piacentini che ieri – verso le 22.00 – alzando gli occhi verso il cielo hanno assistito a quella particolare linea retta di luci muoversi da Ovest verso Est prima di sparire nel nulla.
Tra l’altro non è la prima volta che succede, le prime segnalazioni ci furono durante il mese di maggio quando, dall’altra parte del mondo, SpaceX – la società del magnate Elon Musk – iniziò a portare in orbita oltre duemila satelliti a colpi di 60 per ogni lancio, per arrivare a una rete di 12mila, con l’obiettivo di garantire l’accesso a internet a livello globale indipendentemente dalle connessioni terrestri.
Un servizio che Musk, dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina, mise a disposizione della popolazione civile e dell’esercito inviando un camion di router distribuiti a enti pubblici e organizzazioni per poter restare connessi a internet, grazie a un sistema di satelliti posizionati a circa 550 chilometri dalla Terra, dunque impossibili da raggiungere per i missili russi.
Ieri, dalla base di Cape Canaveral in Florida, SpaceX ha spedito in orbita altri 53 satelliti funzionali per l’accesso a internet globale in banda larga. E Proprio il gruppo di satelliti ha attraversato il cielo sopra le nostre testa prima di sparpagliarsi nell’universo.
Ma come funziona questo procedimento ? Per collegarsi, le persone necessitano di un terminale specifico di Starlink, una sorta di router che riceva i dati inviati dai satelliti, differenti dai segnali tradizionali delle stazioni di terra. L’unico limite del sistema è dato dalla presenza di interferenze atmosferiche e dall’effettivo numero di ripetitori presenti in orbita in corrispondenza della popolazione da servire.
Essendo posizionati a soli 550 chilometri dalla Terra, i satelliti Starlink puntano a offrire una connessione molto più veloce e più stabile rispetto a quella della fibra ottica. Proprio grazie alla minore distanza dalla Terra, permettono di ridurre sensibilmente, tra i 20 e i 40 millisecondi, la cosiddetta latenza, l’arco di tempo che intercorre tra l’invio del segnale e la sua ricezione.


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