Il teatro alle Novate con Mino Manni: "In scena il dolore delle sconfitte e la dignità"
Redazione Online
|2 anni fa


“Il carcere è vita, perché popolato da persone”. Così la direttrice del carcere delle Novate Maria Gabriella Lusi ha ricordato, in mezzo agli applausi, al termine della messa in scena della tragedia di Euripide “Le Troiane” che ha visto protagoniste un gruppo di sette detenute della sezione femminile della Casa circondariale. Sette donne unite ed affiatate, sette attrici capaci di esprimere in maniera potente ed autentica il dolore delle sconfitte, ma anche il loro coraggio e la loro dignità, parola su cui si è soffermato il regista Mino Manni.
Per tre mesi, Manni è stato in carcere per un Laboratorio teatrale fortemente voluto dalla direttrice del carcere e supportato dalla responsabile dell’area pedagogica della sezione femminile, la dottoressa Vincenza Zichichi e dalla comandante della Polizia penitenziaria Mariateresa Filippone.
C’è un lato femminile nel carcere: le quasi 20 detenute della popolazione carceraria, ma anche le tante donne che vi lavorano, come educatrici, nella polizia penitenziaria, nell’amministrazione carceraria, o come volontarie dell’associazione Oltre il Muro presieduta da Enrico Rizzo.
C’è un lato femminile nel carcere: le quasi 20 detenute della popolazione carceraria, ma anche le tante donne che vi lavorano, come educatrici, nella polizia penitenziaria, nell’amministrazione carceraria, o come volontarie dell’associazione Oltre il Muro presieduta da Enrico Rizzo.
Ad assistere allo spettacolo – forte e commovente – c’erano tutte le autorità cittadine, civili e militari; associazioni di volontariato; sponsor che sostengono le attività in carcere; i detenuti e le detenute delle Novate.
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