«La mia storia scritta sulla pelle». Tatuatori al Carmine disegnano le vite

Simona Segalini
|2 settimane fa

I suoi esordi professionali risalgono al Novanta quando i tatuatori erano considerate «figure mitologiche, minotauri o unicorni», butta lì sorridendo il padrone di casa, e poi, solo dal Duemila, ha assistito al decollo verticale di una professione che unisce manualità e creatività ai massimi livelli.
Riccardo Piaggio, genovese, è l’energico direttore artistico della Piacenza Tattoo Convention che ha aperto ieri i laboratori nell’ex chiesa del Carmine, dove sono riuniti una settantina di tatuatori e addetti ai lavori ancora fino a stasera. Quasi la metà degli esperti della macchinetta (ma non è l’unico strumento per fissare sulla pelle segni e disegni) sono ragazze. Molti arrivano da scuole d’arte, praticantati, mano ferma, molto occhio e voglia di rubare il mestiere ai veterani. Arrivano da tutto il Paese.
Gli articoli più letti della settimana
1.
Raccolta rifiuti, la differenziata torna nei cortili
2.
Dal cemento al legno, il tetto del Duomo alleggerito di 300 tonnellate
3.
Simone Cristicchi a sorpresa a Quarto di Gossolengo: «Cerca oggetti che raccontano sogni»
4.
Il Conservatorio accende la città: dal 2 marzo al via le Jam Sessions all'Irish Pub

