Insieme in campo nel Torino del 1958 si riabbracciano a Bobbio dopo 60 anni
Redazione Online
|3 anni fa

Il Filadelfia d’allora era un vecchio stadio da trentamila posti, forse meno. Ma era da qui che il Toro aveva iniziato a scatenarsi e dare calci leggendari al pallone, imbattuto per sei anni dal 1943.
Gabriele Della Zentil, di Conegliano Veneto, ha negli occhi lo stesso stupore di quando non poteva credere alla chiamata per il provino nel Torino. Fu preso.
A 345 chilometri di distanza da Conegliano, a Bobbio, fu così anche per Giancarlo “Caje” Cella, di un anno più piccolo, classe 1940, già destinato all’Inter.
Uno partì da Conegliano, uno da Bobbio, alla fine degli anni Cinquanta in un’Italia che si leccava le ferite della guerra e tirava su la testa; si conobbero al Filadelfia, giocarono insieme.
Non si sono più rivisti per sessant’anni, fino all’altro giorno, quando a Casa Cella ha bussato Della Zentil, che da anni ha appeso le scarpe da calcio al chiodo ed è diventato medico, senza dimenticare però un solo giorno del suo Torino.

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